Fiat: Marchionne: “nessuna chiusura in Germania”

Incontro ieri a Berlino tra l’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne e il ministro dell’economia tedesco. Se Fiat riuscirà a portare a termine la fusione con Opel non chiuderà nessuno stabilimento della casa tedesca in Germania, anche se dovrà effettuare tagli al personale. Lo ha dichiarato a Berlino l’ad Marchionne, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Bild”. Il top manager, che assicura la restituzione in tre anni di eventuali prestiti statali, non ha fornito cifre sulla riduzione dello staff prevista. “Opel non potrà mai fare profitti con le sue dimensioni attuali” dice Marchionne. Il numero uno del gruppo torinese ha poi dichiarato che si sentirebbe “sorpreso” se il governo tedesco desse la preferenza all’offerta concorrente del gruppo austriaco-canadese Magna, che cercherebbe di acquisire un gruppo europeo “con l’aiuto dei russi”. “Il nostro piano è serio – prosegue Marchionne – la divisione auto di Fiat si fonderebbe con Opel e Chrysler, così diventeremmo il secondo gruppo mondiale dopo Toyota”. Un miliardo di euro per acquistare la multinazionale di Russelsheim. Sarebbe questa la cifra offerta dal gruppo torinese per rilevare la Opel. A riferirlo all’agenzia di stampa France Press Rainer Einenkel, responsabile del consiglio di fabbrica dello stabilimento di Bochum. “Un offerta interessante” secondo Karl-Theodor zu Guttenberg, ministro dell’economia tedesco, secondo cui le idee di Marchionne dovranno ora essere analizzate con cura. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri e vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier, che chiede di mantenere in Germania tutti gli impianti. L’ostacolo principale sarebbe infatti il timore di sindacati e governo locale per eventuali tagli occupazionali. Ieri il titolo del Lingotto ha guadagnato l’8 per cento. Dal mercato italiano dell’auto di aprile, in ribasso del 7 per cento, Fiat ne esce con un +1,6 e con ordini a +9. Il miglior risultato dal 2001.








