Lavoro in Piemonte: 2009, anno della grande crisi
Una fotografia aggiornata sullo stato del mercato del lavoro in Piemonte presentata questa mattina al Palazzo della Regione, dall’Assessore al Lavoro e Welfare, Teresa Angela Migliasso. Si tratta di un quadro dettagliato della crisi occupazionale fornita dai nuovi dati elaborati dall’Osservatorio Regionale del Mercato del Lavoro. Alla luce dei numeri, appare chiaro che il 2009 sarà ricordato come l’anno della “grande crisi”. Il dato più preoccupante del 2009 è rappresentato dalla crescita della disoccupazione: +40% circa nei primi nove mesi dell’anno, secondo le stime ISTAT (il dato annuale sarà rilasciato solo a fine marzo), da 94.000 a 130.000 unità, con un tasso che sale dal 4,8 al 6,5%, il livello più alto in tutto il settentrione, dove la media si attesta al 5,1%. Il flusso in entrata nelle liste di mobilità aumenta del 50% con una maggiore incidenza (+77,5%) per i disoccupati provenienti dalle piccole imprese, più esposte sul mercato; a fine anno si contano circa 38.000 persone in mobilità, quasi il 40% in più rispetto al 2008, in linea con i dati ISTAT. L’occupazione si riduce di 20.000 addetti, con una caduta concentrata nell’industria e il tasso di occupazione scende di un intero punto percentuale, dal 65 al 64%. Le ore di CIG complessivamente autorizzate nel corso dell’anno sono state in complesso oltre 182 milioni: 117 milioni di ordinaria (+533%), 49 milioni di straordinaria (+182%), 16 milioni di CIG in deroga (+250%). La flessione delle assunzioni colpisce in particolare i giovani: aumenta al diminuire dell’età e i tassi di disoccupazione si concentrano fra le persone con meno di 25 anni (nel Nord-Ovest 19% circa, contro un dato generale del 5,5%), cioè proprio i soggetti meno coperti da ammortizzatori sociali e il cui sostegno, quindi, grava per gran parte sulle famiglie.

























