Toro: reazione tardiva, sconfitta giusta
Una squadra molle e poco determinata spreca l’ennesima occasione per scalare la classifica. Questa settimana in tanti ce l’hanno messa tutta per aiutare il Toro. La capoclassifica Lecce, con Di Michele titolare, ne prende cinque in casa dal Cittadella. Il Sassuolo capitola per la quarta volta consecutiva con il non trascendentale Ascoli. L’Empoli si impastoia tra le mura amiche in un pari con il modesto Gallipoli. E l’Ancona cominciava il venerdì, beccando il secondo punto di penalizzazione per il ritardato pagamento degli stipendi. Le premesse per godere c’erano davvero tutte. Invece la Colantuono band scende in campo svagata, con l’aria di chi aspetta che succeda qualcosa per decidere come comportarsi. E qualcosa succede, il gol di Surraco che apre le marcature dopo una sponda con Colacone che andava assolutamente evitata. I nostri prodi abbozzano una reazione, alzando di un decibel il volume dell’aggressività, ma il risultato non cambia: 1-0 alla fine del primo tempo. Dopo qualche minuto della ripresa Colantuono si decide a togliere Belingheri (proprio lui, se non ve lo ricordavate, fa ancora parte della rosa del Toro, anche se era ormai abituato ad accomodarsi in tribuna da tempo). Dentro un Gasbarroni che non entrerà mai in partita e difesa sempre scoperta con Genevier non pervenuto e Pestrin già ammonito al primo fallo e mai convincente. Due o tre miracoli di Sereni, prima del raddoppio, su azione di fallo laterale, nella quale i nostri fanno le belle statuine fino al tocco finale di Colacone. Sul 2-0 Bianchi trova la deviazione vincente e riapre la gara, ma Loria si fa espellere per doppio giallo nel tentativo di fermare un contropiede. Ci sono ancora 14′ più recupero. Potrebbero bastare, anche con un uomo in meno, perchè l’Ancona ha paura e si chiude. Ma il Toro si innervosisce, sprecando le energie in sterili proteste. Prima Loria se la prende con il mondo per l’espulsione. Poi Bianchi si lamenta a ripetizione, in più occasioni. Colantuono inserisce Zoboli (ma perchè non difendere a tre e rischiare il tutto per tutto con Arma?) che riesce a litigare con Gerardi, reo di un brutto fallo che gli costa l’espulsione diretta. E’ parita numerica al 90′, ma Leon, nervoso già da un po’, si fa cacciare per una sciocca reazione. Il Toro termina in nove e potrebbe pure pareggiare, perchè D’Ambrosio si trova sul piede la più facile delle occasioni. Ma non si può prendersela con chi fino a ieri giocava in Lega Pro. Nel dopogara Colantuono attacca l’arbitro Mazzoleni, ma non pare così convinto. Continua il silenzio stampa dei giocatori, che lasciano Ancona nella stragrande maggioranza dei casi con mezzi propri, disertando l’autobus sociale di rientro a Torino. Resta l’amarezza per una reazione tardiva, giocata in gran parte sui nervi, priva di lucidità. E la convinzione che questo Toro perda troppo spesso la bussola, quando il traguardo sembra lì, ad un passo.
Fabrizio Bellone


























