Toro: a Modena riprende la rincorsa
Un primo tempo perfetto ed una ripresa di sofferenza per una vittoria che consente di continuare a sperare. Il Toro torna da Modena con la convinzione di potercela fare. Dopo il passo falso di Ancona, dovuto a scarsa determinazione e a qualche scelta di formazione non rivelatasi azzeccata, a Modena il Toro ritrova il passo giusto. Colantuono schiera la squadra con un inedito 4:3:3, supportando Genevier con Pestrin e Barusso e lasciando larghi Scaglia ed Antonelli a cercare il dialogo con Bianchi. Dietro fiducia ad Ogbonna, Zoboli, D’Ambrosio e Sereni, con il rientro di Garofalo a sinistra. Il Toro passa al primo affondo, con un tocco di Antonelli che porta al cross dal fondo Garofalo e alla deviazione vincente di Barusso sul secondo palo. Colantuono chiede pressing in mezzo al campo per rilanciare la manovra sulle fasce, con Antonelli e Scaglia a cercare la profondità e Bianchi a giocare di sponda. Il Toro crea almeno tre palle-gol, ma l’eccessiva esuberanza di Barusso costa all’ex bresciano una duplice ammonizione, che lascia la squadra in dieci appena prima dell’intervallo. La ripresa si apre con Coppola al posto di Scaglia, il modulo è ridisegnato in un 4:3:2, con Antonelli sul piano di Bianchi. Il Modena cresce e Colantuono cambia ancora: al 20′ fuori Antonelli per D’Aiello, all’esordio. Il Toro difende a tre, talora a cinque, con D’Ambrosio e Garofalo esterni, ma più liberi di salire. Bianchi resta isolato in attacco. Subito il Modena potrebbe pareggiare, con due occasioni di Catellani in piena area di rigore. Sereni para tutto quello che passa dalle sue parti. Bianchi lotta anche sulle palle perse e al 29′ induce all’errore Diagouraga, puntando il portiere, che riesce a deviare. Il cannoniere non si accontenta del corner, tiene vivo il pallone e vede D’Ambrosio entrare in area. Lo serve ed arriva il 2-0. Il Modena si spegne e il migliaio di tifosi assiepati in curva nord può assaporare il nuovo successo esterno. Nel dopogara Colantuono lancia l’allarme: alcuni dei nuovi arrivati non hanno più energie ed avrebbero bisogno di riposo. L’identikit risponde ai nomi di Genevier, Pestrin, Garofalo. Ma anche Bianchi e D’Ambrosio hanno sempre cantato e portato la croce ed un turno di riposo avrebbe fatto comodo. Invece fermarsi non si può, martedì tocca già all’Ascoli e domenica si va a Reggio Calabria. Rientrerà Loria e, forse, Pià. E allora forza, stringere i denti e non pensare all’importanza della prossima gara. Con una domanda da parte nostra. Perchè non utilizzare un po’ anche chi sta fisicamente bene e non gioca mai, come Arma e Gorobsov?
Fabrizio Bellone





























