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Operazione antimafia: Fassino prende le distanze. Grillini: dimissioni giunta Cota

10 giugno 2011 Nessun Commento

“Sono una persona per bene: lo racconta la mia storia, lo dimostrano le mie scelte. Non permetterò a nessuno di gettare un’ombra sulla straordinaria prova che hanno dato 53 mila torinesi partecipando alle primarie”. Questa la dichiarazione del neo sindaco di Torino, Piero Fassino, sulla home page del suo sito, in relazione alla vasta operazione anti ‘ndrangheta che ha portato all’arresto di 151 persone e evidenziato commistione tra cosche calabresi e politica locale. Il primo cittadino, se da un lato plaude la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro svolto, dall’altro contesta la notizia apparsa su alcuni giornali in cui il suo nome è stato accostato a personaggi malavitosi. Intanto l’inchiesta diretta dalla Procura di Torino prosegue e in queste ore vengono interrogati gli arrestati e, in seconda battuta, saranno ascoltati i politici, non indagati, ma citati nelle carte degli inquirenti in seguito a intercettazioni telefoniche o a scatti fotografici che li hanno ritratti in circostanze quantomeno dubbie. E non si sono fatte attendere le reazioni politiche: chiede una riflessione Michele Curto, neo consigliere comunale per Sinistra e libertà: “I partiti dovrebbero rilanciare la questione morale, unica possibilità per rendersi impermeabili alle attenzioni criminali. I profili penali potranno essere confermati o meno; restano però le inopportunità politiche emerse”. Dura la dichiarazione del segretario provinciale Prc-FdS di Torino, Renato Patrito: “Risulta evidente che le elezioni provinciali, europee, regionali e anche le primarie del centrosinistra a Torino hanno visto la malavita organizzata protagonista e sponsor di volta in volta di numerosi candidati sia del centrodestra sia del centrosinistra”. Patrito cita anche atti della Commissione parlamentare antimafia che nel 2007 “dimostravano il riciclaggio di denaro sporco negli affari in Torino e provincia: l’allora sindaco Chiamparino insorse, negando pubblicamente. Ora la magistratura conferma e indaga”. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Davide Bono, chiede il commissariamento della Regione, “vista una Giunta che, scelta da Cota e governata in senso collegiale, non può garantire scelte oneste, lecite e non influenzate/influenzabili dalla criminalità organizzata”. Bono chiede anche le dimissioni dell’assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto, filmata al bar del boss calabrese Catalano con Catalano jr, e dell’assessore Ferrero (già coinvolta nello scandalo sanità), nuora di Nevio Coral, ex sindaco di Leinì, arrestato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. I “grillini” non risparmiano il consigliere regionale del Pd Boeti “amico da 30 anni del boss De Masi a Rivoli afferma di aver sempre pensato che fosse una brava persona (mentre tutti a Rivoli mormoravano)” e altri sindaci interessati da voti di scambio, “come quello di Ciriè, Brizio e quello di Rivarolo, Bertot. I parlamentari dell’Idv Porcino e del Pd, Lucà, pure”.

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