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Primavera gastronomica nelle valli Borbera e Spinti

Posted On 08 Apr 2014

2014-04-06 14.01.14

Sul confine tra Piemonte e Liguria dieci ristoratori eroici presentano i loro piatti migliori.

In questi giorni si parla di queste vallate più per le problematiche relative al “terzo valico”, con annessi no Tav, più che per la bellezza dei luoghi, resi incantevoli dalla primavera già avviata. Le valli Borbera e Spinti si dipartono parallele da Arquata Scrivia, non lontano dalla confusione dell’Outlet di Serravalle, per unirsi in un’oasi di tranquillità e pace nella zona di Rocchetta Ligure. Sono due belle valli verdeggianti, che terminano contro la montagna, sbirciando verso il mare dalle Capanne di Cosola.

In questa amenità di paesaggio, da 36 anni un pugno di ristoratori cucina per liguri, piemontesi e qualche milanese con tanto amore. Uniti nell’Associazione Albergatori e Ristoratori Val Borbera e Spinti, anche per il 2014 hanno dato il via, per la trentaseiesima volta, al tour gastronomico delle valli. Partito domenica scorsa dalla Pernice Rossa di Grondona, il giro prevede dieci tappe. Ad aprile il 12 da Bruno ad Albera Ligure, il 13 e il 27 rispettivamente al Mulino e al Fiorile di Borghetto Borbera; a maggio pranzo a Cabella Ligure, l’11 all’Appennino, il 18 ai Cacciatori e alle Capanne di Cosola, mentre il 24 ci si sposta a Cantalupo da Stevano; chiusura a giugno, il giorno 1 al Ponte di Cabella e il 7 al Belvedere di Cantalupo.

Il menu di esordio della Pernice Rossa non ha deluso le attese. Il locale è situato a Chiapparolo, piccola e verdeggiante frazione di Grondona, dove troverete pecore e galline a spasso per i viottoli a farla da padrone, a fianco di poche belle villette da riposo garantito. Qui Francesco e Barbara dirigono un locale curato nei particolari, dove l’ospite si sente subito a suo agio. Si parte con la focaccia, leggera e appetitosa come deve essere, poi l’agnello affumicato con le verdurine fritte, lo sformato con il Montebore, i crostini e la frittella di denti di cane, superlativa. A seguire un risotto profumato con le verdure di stagione ed il caprino e le lasagnette al sapido ragù di salsiccia e porri. In clima pasquale il secondo, con l’agnello coniugato a cosciotto brasato e costolette. Chiusura con le fragole in gelatina e i baccheti al cioccolato. Abbiamo abbinato il pasto con i vini del territorio, Gavi e Dolcetto di Ovada.

La rassegna non si limita a mostrare le potenzialità gastronomiche della primavera degli orti, ma ha un suo sviluppo in autunno, quando a regnare saranno castagne, funghi e selvaggina. Da provare!

Fabrizio Bellone

L'autore

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