La piola degli Imbianchini riparte da Cristina Chiabodo

Posted On 08 Lug 2014

Nuova gestione in cucina per la celebre trattoria torinese del quartiere Borgo Po a partire da lunedì 14 luglio.

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Era già da qualche anno che non varcavamo più la soglia di questa storica trattoria torinese. Le nostre ultime esperienze gastronomiche qui non erano state esaltanti e preferivamo mantenere il ricordo di quando, da ragazzi, venivamo a trovare i nostri vecchi sul campo da bocce, o al tavolo delle carte.

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Alle spalle della Gran Madre, in cima a via Lanfranchi, da 85 anni esiste la Cooperativa Borgo Po e Decoratori, per tutti nel quartiere la trattoria degli Imbianchini. Sorta dalla fusione di due associazioni nate nel 1883 e nel 1899, dal 1929 la cooperativa sviluppa le sue attività nella sede di proprietà in via Lanfranchi. 28. Storicamente richiama la florida attività di artigiani, pittori, scultori e decoratori di appartamenti che si erano stabiliti nel quartiere dall’inizio del ‘900. Parallelamente nasceva nel borgo un gruppo di cultori del canto, riuniti in una società di mutuo soccorso. L’aumento del numero di iscritti e la necessità di limitare le spese per una sede degna aveva riunito in un’unica associazione le due diverse entità.

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Oggi la Cooperativa è impegnata in progetti di solidarietà, gruppi di acquisto in collaborazione con Libera, attività ricreative e culturali. Da sempre, qui, si viene a passare una bella serata fresca sotto la topia d’estate, nella veranda durante le stagioni di mezzo, o nelle due calde salette di una volta d’inverno. Ora ci auguriamo che la proposta gastronomica torni all’altezza del fascino del luogo.

Toccherà a Cristina Chiabodo rispondere in prima persona. Torinese, architetto, da sempre la passione per i fornelli. Per lei parlano le esperienze in città al Pastis, al San Giors e all’Osteria Porta di Po, ma soprattutto una vicinanza affettiva e di lavoro con quel mito della ristorazione di Walter Eynard, cominciata al Capricorno di Sauze d’Oulx. Chiuso per sempre quel gioiello di Flipot e tutto quel che esso rappresentava per la val Pellice, oggi Eynard si è rifugiato in Langa, dove Cristina è stata al suo fianco prima al Resort Antico Borgo Monchiero di Monforte d’Alba e poi al Ristorante del Monastero di Cherasco. Le premesse ci sono tutte e la strada pare chiara. Nessuno pretende una cucina stellata, men che meno nei prezzi. Tutti invece ci attendiamo le proposte della vecchia Torino e plaudiamo al rito della merenda sinoira. Gli Imbianchini ripartiranno lunedì 14 luglio nel solco della tradizione, ma con un tocco di creatività femminile. Non mancheranno le acciughe al verde, il vitello tonnato, l’insalata russa e il salame cotto, accompagnati dalla Barbera del Pinerolese nei vecchi bicchieri da osteria. Ma ci sarà spazio per un briciolo di innovazione, per serate a tema e tante piccole altre curiosità da scoprire. Non un ritrovo elitario, ma un posto magico, con tanto spazio verde all’esterno, il campo da bocce, le poltrone sotto i tigli, i tavolini sotto l’acero e al riparo della topia. Un punto fermo nel quartiere anche per mamme con bimbi all’ora della merenda, per professionisti in pausa pranzo, per una pausa di mezza mattina.

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Sarà aperto dalle 9.00 alle 24.00, tranne il mercoledì. Quel giorno chiusura completa, per dare spazio alle voci della Corale Borgo Po. La tradizione vuole la sua parte.

Fabrizio Bellone

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