Eternit: “Abbiamo fatto tutto il possibile”

Posted On 07 Mar 2011

“Cominciammo a sentir parlare di patologie asbestocorrelate nella seconda metà degli anni Settanta. Da quel momento, ci preoccupammo della situazione, anche perché c’erano stati alcuni decessi; applicammo le tabelle americane sui valori limiti di esposizione all’amianto, nelle quali, per mia sensibilità personale, ordinavo di considerare pericolosi livelli pari anche solo a metà di quelli segnalati dai medici”. Sono le parole di Luigi Giannitrapani, amministratore delegato di Eternit Casale S.p.A. negli ultimi anni in cui la multinazionale dell’amianto produceva in Italia, sentito stamattina come teste della difesa. Parole pronunciate da Giannitrapani in risposta al durissimo esame dell’accusa (e delle parti civili), con il quale i pubblici ministeri sono andati in cerca di dettagli minuziosi circa la reale conoscenza che, negli anni Settanta, si avesse all’interno dei vertici Eternit sulla cancerogenicità dell’amianto. Fatti ancora in gran parte misteriosi, riferiti oggi in aula da un teste che ne è stato più che mai protagonista in prima persona: data la natura a tratti potenzialmente autoincriminante della deposizione, Giannitrapani è stato infatti assistito in aula dal suo avvocato, potendo anche avvalersi della facoltà di non rispondere.

FUORI UDIENZA – IL COMMENTO DI ROBERTO CODEBO’

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