No Tav: 26 arresti, Caselli: “non è un’azione contro i dissidenti”

Posted On 26 Gen 2012

Venticinque provvedimenti di custodia cautelare in carcere e uno ai domiciliari, quest’ultimo perché si tratta di una donna incinta. E’ questo il bilancio dell’operazione condotta in tutta Italia dalla Digos di Torino in risposta ai violenti scontri avvenuti lo scorso anno in Val di Susa, fra forze dell’ordine e manifestanti No Tav. Tra le persone fermate spicca l’ex brigatista Paolo Maurizio Ferrari, uscito dal carcere nel 2004 dopo aver scontato 30 anni. Nell’operazione che si è svolta in 15 province italiane, sono solo 3 i Valsusini arrestati. Il procuratore capo di Torino Caselli, che ha coordinato il blitz, ha dichiarato: chi pensa che sia stata una azione contro il movimento No Tav si sbaglia. E’ stato solo un intervento sui singoli violenti che hanno infranto la legge”.

Le immagini visionate, l’uso di sofiscate tecnologie informatiche e sei mesi di indagini hanno permesso alla Digos di fermare i principali responsabili dei violenti scontri che avevano causato oltre 220 feriti fra le forze dell’ordine. Annunciate manifestazioni di solidarietà agli arrestati dal leader del movimento No Tav Perino, che ha dichiarato: “L’unica cosa che abbiamo sempre messo in conto è andare in galera”.

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