Eternit: il conto alla rovescia verso la storia

Posted On 13 Feb 2012

Ore 730: la quiete prima della tempesta. Mentre il buio cede definitivamente il passo alla luce del giorno, il Bruno Caccia non è diverso da sempre. Al punto da consentirci un grande onore: siamo i primi a prender posto nella maxiaula 1. L’anticipo che ci siamo tenuti rispetto all’inizio dell’udienza potrebbe apparire eccessivo; ma basta una manciata di minuti per renderci conto che così non è. Perché alle 745 il servizio d’ordine comincia a filtrare gli ingressi: avvocati, giornalisti e fotografi in aula 1; gli altri tra aula 2 e aula magna. Sforzo imponente, risultati – per ora – eccellenti.

Baci, saluti e bentornati. Della socialità d’udienza abbiamo parlato mille volte; e oggi il tutto tocca ovviamente le sue punte massime. I colleghi venuti da più lontano ritrovano un volto, dopo essere stati citati per due anni nell’appello iniziale solo per dar conto della loro sostituzione da parte dei torinesi. Oggi, naturalmente, nessuno è voluto mancare. E così l’aula 1 si gremisce presto, al punto che qualche avvocato rimane in piedi. Accalcato in fondo all’aula, dove la giungla dei treppiedi delle mille telecamere rende arduo il passaggio.

L’udienza comincia con i consueti pochissimi minuti di ritardo, appena sufficienti per consentire ai reporter che assediano Guariniello di riprendere il proprio posto. Un posto che non piace al dott. Casalbore: che, appena entrato, impone agli avvocati di guadagnare un posto a sedere, accendendo improvvisati bivacchi degli operatori che devono abbandonare le poltroncine. Dalla nostra postazione (prima fila come sempre da venticinque mesi), i colleghi avvocati di sempre si intrecciano con le scene da gran giorno: dall’improvvisata tribuna stampa – modello bivacco per l’appunto alla nostra destra – sino al sindaco di Casale alla nostra sinistra, cui deve cedere il posto una delle cento e cento colleghe che in questi due anni abbiamo conosciuto salutato e baciato. Stamattina, l’aula sembra quasi un raduno di vecchi amici; ma la tensione di fondo – indovinate un po’ – si taglia con il coltello.

L’avv. Zaccone, come da copione, rinuncia alle ultime repliche. Il tempo per qualche rimprovero del dott. Casalbore a chi sta in aula a capo coperto, e l’udienza è aggiornata alle 1315. Inizia il conto alla rovescia verso la storia.

Roberto Codebò

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