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Pochi asili, pochi libri, dispersione scolastica elevata: il Piemonte secondo Save the Children

Posted On 15 Mag 2014

povertà educativa, Piemonte, Save the ChildrenIl Piemonte è al decimo posto in Italia per “povertà educativa” dei bambini e adolescenti con, tra l’altro solo il 14,9% dei bimbi in carico ai nidi pubblici, 15,8% il tasso di dispersione scolastica, meno di 1 minore su 2 che fa sport regolarmente, solo il 30,7% che ha visitato un monumento.

Primo posto in classifica per la Campania mentre all’opposto il Friuli Venezia Giulia, la regione più “ricca” di opportunità educative per i più giovani.

I dati sono stati raccolti da Save the Children che ha lanciato la campagna “Illuminiamo il Futuro”, per dare educazione e speranza ai bambini stretti nella morsa delle povertà.

Nella nostra regione risultano insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno. Pochissimi i libri, lo sport, l’arte e perfino internet a occupare il tempo libero dei giovanissimi e un tasso di dispersione scolastica elevato. Una deprivazione educativa globalmente meno grave di altre regioni ma che denota aspetti di criticità, che si sommano alla povertà economica che riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione.

Queste sono solo alcune delle principali evidenze del rapporto “La Lampada di Aladino – L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia”, elaborato per la prima volta da Save the Children – l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti – con il contributo di un comitato scientifico e reso noto in contemporanea con il lancio della campagna “Illuminiamo il Futuro”: tre settimane di sensibilizzazione e raccolta fondi fino all’1 giugno, e l’apertura in 5 città (Palermo, Catania, Gioiosa Ionica, Bari, Genova) dei primi Punti Luce, per rispondere concretamente alla deprivazione educativa e culturale di tanti minori e dare loro la possibilità di conoscere e coltivare i propri talenti. I Punti Luce sono centri gestiti in collaborazione con una rete di organizzazioni partner ben radicate sul territorio e si trovano in aree caratterizzate dalla scarsità di servizi. Presso questi centri “ad alta densità educativa” bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative. Inoltre i bambini e gli adolescenti in condizioni accertate di povertà, saranno sostenuti da una dote educativa, un piano formativo personalizzato che consentirà ad esempio l’acquisto di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino.

Entro fine 2014 Save the Children prevede di arrivare a 10 punti luce – con aperture a Torino, Napoli, Roma, Milano – e di assegnare 1.500 doti educative.

Il Piemonte è al decimo posto nella lista delle regioni italiane per povertà educativa, secondo il nuovo Indice IPE di Save the Children. Critica in particolare la situazione dei servizi dedicati alla prima infanzia: solo 14,9 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) sono presi in carico dagli asili pubblici della regione, un dato ben lontano da quello dell’Emilia Romagna (26,5%) e ancor più dall’obiettivo del 33% stabilito dall’Ue[5]. Migliore la situazione del tempo pieno garantito nel 45,4% delle scuole primarie, mentre più limitata è l’offerta nelle secondarie di primo grado con il 27% di classi con il tempo pieno. Sotto lo standard europeo il tasso di dispersione scolastica, che in Piemonte è del 15,8%. Si tratta di un fenomeno che non risparmia anche altre regioni del Nord, come la Valle d’Aosta (19,1%) e la provincia autonoma di Bolzano (16,7%) e che tiene l’Italia ancora lontana dalla soglia europea del 10%.

Per quanto riguarda altri ambiti di vita dei minori, oltre alla scuola: il 47,6% tra i bambini e gli adolescenti in Piemonte fa sport continuativamente, (a fronte del 61,6% in Valle d’Aosta), il 56,7% dei minori ha letto un libro. Solo il 30,7% dei minori nella regione ha visitato un monumento nell’ultimo anno: colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d’arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento (al massimo si arriva al 43% della provincia autonoma di Trento).

All’opposto della graduatoria, prima per “povertà educativa” in Italia è la Campania, con 11 indicatori su 14 di segno molto negativo: per esempio solo 2,8 bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) sono presi in carico dagli asili pubblici campani, il tempo pieno viene garantito solo 6,5% delle scuole primarie e nel 15,3% nelle secondarie di primo mentre poco meno della metà degli istituti (49,36%) danno la possibilità di usufruire della mensa scolastica. Al di sotto dello standard europeo anche il tasso di dispersione scolastica, che in Campania raggiunge quota 22,2%.

Il Friuli Venezia Giulia è invece, secondo l’Indice di povertà educativa di Save the Children, la regione con la più “ricca” offerta di servizi e opportunità di formazione per i minori e si segnala, tra l’altro, per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell’ultimo anno), che fa sport (il 56%, poco meno della Val d’Aosta), per livelli di dispersione scolastica (11,4% ) vicini alla soglia della media Ue, edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilità).

“Finora ci si è occupati soprattutto della povertà economica dei bambini e adolescenti, partendo dal dato eclatante di un milione di minori che vivono in povertà assoluta. Ma esiste una povertà altrettanto insidiosa e sottovalutata che è la povertà educativa, cioè la privazione per un bambino e un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. Save the Children prova per la prima volta a misurare la povertà educativa attraverso un Indice e a portarla all’attenzione di tutti con la campagna Illuminiamo il Futuro”, spiega Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia.

“La situazione in Piemonte presenta luci e ombre con alcune carenze che si traducono in una privazione di opportunità educative per tanti bambini e adolescenti e del supporto necessario alle famiglie che spesso già combattono con la povertà economica”, dichiara Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the Children.

“E’ necessario spezzare il circolo vizioso delle povertà, rinforzando la qualità e quantità di servizi e opportunità educative destinati ai bambini e creando delle <<comunità educanti>>. Save the Children ha deciso di raccogliere la sfida e, con la collaborazione di associazioni partner, ha inaugurato i primi Punti Luce a Bari, Gioiosa Ionica, Catania, Palermo e Genova. – continua Raffaela Milano – A Torino stiamo collaborando con l’Assessorato ai servizi sociali e con la V Circoscrizione per attivare un punto luce presso una struttura oggi totalmente abbandonata che sorge nel quartiere Le Vallette e che, grazie al programma, potrà essere riqualificata e restituita ai bambini e ai ragazzi del territorio”.

“Attraverso la campagna <> Save the Children intende appellarsi anche al governo affinché siano messe in atto alcune misure cruciali per contrastare la povertà educativa”, continua Valerio Neri. “E’ fondamentale migliorare la raccolta e circolazione dei dati relativi ai percorsi educativi, completando l’anagrafe scolastica con informazioni sull’iter educativi e familiari del minore”. E’ necessario poi fare investimenti mirati nelle aree in maggiore povertà educativa e con i più alti tassi di dispersione scolastica, verificando però scrupolosamente l’impatto degli interventi.

“Bisogna garantire il tempo pieno e servizio mensa per tutti”, spiega ancora Valerio Neri. “Queste opportunità sono cruciali non solo per rafforzare le competenze dei bambini ma anche per sottrarli al rischio di coinvolgimento in circuiti illegali e per supportare le famiglie in situazione di povertà.

“È necessario”, prosegue, “che le spese dedicate all’infanzia siano considerate un investimento sul capitale umano. Save the Children Italia propone una ‘golden rule’, cioè criteri di scomputo dal calcolo dell’indebitamento delle principali voci relative all’infanzia e alla scuola”.

Sull’edilizia scolastica e la sicurezza, “il governo prosegua nell’impegno intrapreso definendo con chiarezza un piano efficiente di riordino dell’edilizia scolastica”. Infine, “nelle zone caratterizzate da criticità e forti marginalità Save the Children propone di istituire aree ad alta densità educativa (AADE, ndr) sul modello delle zones d’éducation prioritaires francesi, che permettano di armonizzare, in un quadro unico, le iniziative già esistenti”.

L’idea creativa della Campagna “Illuminiamo il Futuro” è a firma dell’agenzia Grey/United. La creatività si sviluppa intorno al concetto dell’educazione come un cono di luce che può illuminare il futuro di bambini e adolescenti. L’immagine-simbolo della campagna è quindi una lampada rossa che proietta la sua luce sulla strada percorsa da un bambino, illuminando, tra l’altro ora una chitarra, ora un canestro, ora una bella stanza con un operatore, a richiamare i Punti Luce che Save the Children sta creando in tutt’Italia, in collaborazione con una rete di partner.

La Campagna “Illuminiamo il Futuro” si dispiegherà fino al 1° giugno con attività di sensibilizzazione, comunicazione e raccolta fondi, tra cui: la diffusione del Dossier “La Lampada di Aladino -L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia” ; la veicolazione della campagna pubblicitaria; il coinvolgimento di un gruppo di testimonial quali Cesare Bocci, Alessio Boni, Gianrico Carofiglio, Simona Cavallari, Irene Ferri, Alessandro Florenzi, Vinicio Marchioni, Anna Valle: il loro supporto alla campagna in un video e negli scatti del noto fotografo Fabio Lovino; attività di comunicazione digital attraverso, tra l’altro, il video virale “La prima volta” che racconta e fissa nelle immagini quei momenti unici che sono la prima volta che si suona il pianoforte, che si vede il mare, che si dipinge, che si vede un gattino. Esperienze che non tutti i bambini hanno l’opportunità di fare, ma fondamentali per lo sviluppo della propria personalità e a cui può talvolta dare accesso un’adeguata educazione e formazione.

Il numero unico solidale 45509 a sostegno della campagna.
Fino al 1° giugno sarà possibile donare 2 euro inviando un sms dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca o chiamando da rete fissa TeleTu e TWT. Sarà inoltre possibile donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.

I fondi raccolti serviranno a finanziare i Punti Luce e le doti educative.

Per aderire alla Campagna “Illuminamo il Futuro”, al suo Manifesto e scoprire le città dove sono attivi i Punti Luce di save the Children: www.illuminiamoilfuturo.it.

 

 

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