Bandiera fascista davanti al Museo della Resistenza. Vaglio: “Una grave offesa”

Posted On 09 Apr 2015

Torino

Una provocazione che ha lasciato un profondo senso di incredulità agli occhi delle persone. L’esposizione di una bandiera della Repubblica di Salò di fronte al Museo diffuso della Resistenza nel giorno della commemorazione dei Martiri del Martinetto e nelle settimane che precedono il settantesimo anniversario della giorno della Liberazione non è piaciuta a nessuno. Nemmeno a Guido Vaglio, direttore del Museo: «E’ singolare che l’esposizione di questa bandiera sia avvenuta proprio oggi in concomitanza con la cerimonia del Martinetto. Dal mio ufficio non si vedeva. Quando mi hanno avvertito sono andato a vedere, il cantiere mi sembrava attivo ma, quando ho suonato, nessuno mi ha risposto». La bandiera era appesa all’impalcatura del cantiere che sta restaurando il palazzo San Daniele, di fronte a quello di San Celso dove sono ospitati il Museo diffuso della Resistenza diretto da Vaglio, l’Istituto storico della Resistenza, l’archivio cinematografico della Resistenza e il Centro Primo Levi. La bandiera della Rsi è stata appesa da una persona che sapeva come muoversi nel cantiere, vista l’altezza e l’accuratezza con la quale è stata messa. Ma nell’arco di mezz’ora, grazie all’intervento di Vaglio, il grande drappo tricolore con l’aquila “repubblichina” era già stata rimossa. L’amarezza per un gesto tanto goliardico quanto provocatorio, tuttavia, resta.

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