Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver fatto visita al Politecnico di Torino, ha inaugurato l’Arsenale dell’armonia, la nuova casa del Sermig all’eremo di Pecetto, paese collinare in provincia di Torino. Il fondatore Ernesto Olivero ha aperto così le danze: «Ricordo con molta attenzione quando ho parlato del progetto a Madre Teresa e lei mi disse che sarebbe venuta ad inaugurare volentieri. Quindi lei è in questo sogno. Perché armonia? L’armonia è dare la possibilità a ognuno di esprimersi, permettere ai bambini di vivere una vita piena, di andare a scuola, giocare e crescere. Armonia è rispettare il creato e la terra». Prima del discorso di Olivero è stato piantato un cedro proveniente dal Libano, che sarà il simbolo della casa e rappresenta il desiderio di pace e armonia.

L‘Arsenale dell’armonia nasce dalla ristrutturazione del vecchio eremo dei Camaldolesi, donato al Sermig dai padri somaschi nel 2004: 35mila metri quadrati di terreni e una struttura di 3mila metri quadri. Un recupero iniziato nel 2011 che ha visto anche la collaborazione di migliaia di giovani volontari arrivati da tutta Italia. Tante le testimonianze di chi ha vissuto gli anni di costruzione dell’Arsenale, che sono state ascoltate in silenzio da un Mattarella attento e partecipe ad un evento molto sentito da Pecetto e i suoi cittadini.

Mattarella, dopo aver ascoltato le parole di Olivero e alcune testimonianze di coloro che già abitano la casa, ha spiegato l’importanza di questa giornata speciale: «Le idee e i sogni al Sermig sono più veloci da realizzarsi. Tra le varie scritte che ci sono al Sermig in particolare mi ha colpito la frase «la bontà è disarmante». Pensare che un luogo come il Sermig ora sia affiancato all’ideale di bontà è bello. Ringrazio il Sermig per tutto quello che fa in Italia e all’estero. Grazie anche ai bambini che sono accorsi numerosi a questa inaugurazione».