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Anci e Uncem, insieme per il piano banda ultra larga in Piemonte

Posted On 15 Gen 2018

Se da un lato il piano Open Fiber per la diffusione della banda ultra larga procede in modo efficace, dall’altro anche Anci e Uncem stanno dando il loro supporto. In Piemonte, infatti, queste due associazioni hanno scelto di promuovere un piano di formazione – e di informazione – presso tutti i comuni della regione. Si tratta di una strategia molto importante, in quanto è necessario che siano in primis i comuni a rendersi conto di tutte le potenzialità della banda ultra larga: un’occasione unica per rafforzare il legame coi cittadini, e per offrire servizi pubblici sempre più performanti e digitali. L’incontro piemontese si è tenuto il 15 dicembre 2017 presso la Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, a Torino: questa tappa ha raccolto circa 100 rappresentanti comunali, tutti pronti ad assorbire i potenziali vantaggi concessi dall’installazione della fibra ottica.

Internet in Piemonte: copertura e zone bianche

Nonostante gli oltre 280 milioni di euro che verranno investiti nel progetto banda ultra larga in Piemonte, al momento la situazione non è brillante: lo ha sottolineato l’Anci, secondo la quale i ritardi per l’avvio del progetto non stanno giovando alla situazione di questa regione. Qual è il futuro del piano Open Fiber? Verranno coinvolti 1.150 comuni piemontesi, con ben 4 fasi di intervento spalmate nei prossimi anni: in totale saranno oltre un milione i cittadini che potranno godere delle connessioni super veloci. Il piano prevede anche massicci interventi presso le aree bianche, ovvero quelle attualmente sprovviste di infrastrutture Internet. A tal proposito, però, va detto che tali aree scoperte possono comunque contare su contratti come quelli di Linkem, che offre Internet illimitato per la casa e garantisce una connessione veloce e stabile. L’obiettivo comune, dunque, è intervenire per ridurre il digital divide che attualmente imperversa nelle “white areas”.

Digital divide: un problema a livello nazionale

Il digital divide, comunque, non è un problema che affligge solo il Piemonte: in Italia, infatti, ogni regione ospita diverse aree attualmente non servite né dall’ADSL né dalla fibra ottica. Se nelle zone bianche il fenomeno del divario digitale è molto ampio, lo stesso discorso può essere fatto per le zone coperte: qui il problema principale è la velocità, non ancora ai livelli delle altre nazioni europee. Non potendo contare su velocità di navigazione pari a quelle degli altri paesi, cittadini e aziende tricolori al momento faticano molto a tenere il passo con gli altri. È una questione che ha un ovvio riflesso sia in termini di analfabetismo digitale, sia in termini di economia e competitività: una piaga che al momento coinvolge il 12% circa della popolazione italiana. Per risolvere il problema, sono state proposte diverse soluzioni: le tecnologie a onde radio come il WiMax e l’LTE ad esempio, ma anche gli investimenti effettuati dai grandi provider.

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