Agricoltori in piazza a Torino: «servono 4 chili di mele per pagarsi un caffè»


Coldiretti porta in piazza Castello centinaia di agricoltori esasperati dalle crescenti difficoltà economiche e dall’aumento dei costi di produzione.

Di fronte alla Prefettura di Torino oggi è arrivata forte la protesta degli agricoltori del Piemonte. Il SOS Frutta, lanciato da giorni, oggi è stato portato all’attenzione del Governatore del Piemonte, Alberto Cirio, del vicepresidente regionale, Fabio Carosso, e dell’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa.  

Vendere 4 kg di mele per pagarsi un caffè, sottostare allo strapotere della GDO che impone prezzi sotto costo, subire l’aumento dei costi energetici e l’eccessivo costo della manodopera insieme alla troppa burocrazia, fare fronte alla siccità ed ai cambiamenti climatici ed essere remunerati un anno dopo il raccolto. Queste le principali criticità denunciate oggi in piazza.

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Mentre l’Istat denuncia la crescita dei prezzi al dettaglio della frutta (+6,5% ad ottobre) è crisi profonda nei campi, dove i costi di produzione sono aumentati di oltre 20 centesimi al chilo.

«Una situazione insostenibile per cui va immediatamente applicato il decreto legislativo contro le pratiche commerciali sleali e va ripristinato lo strumento dei voucher per la manodopera – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Come bisogna ridurre drasticamente il costo del lavoro per allinearci ai nostri competitor».

«Ormai da troppi anni si protrae la crisi nera della frutticoltura a causa di una scarsa remunerazione del prodotto e di una non equilibrata ripartizione del valore nei vari passaggi della filiera» dichiara il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu.

Ai consumatori sono state distribuite mele e un dossier–verità sul comparto frutticolo piemontese per rendere nota la difficoltà a cui devono far fronte gli imprenditori.

Al termine della mattinata oltre 2.500 Kg di mele sono state devolute al Sermig e al Banco Alimentare di Torino.

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