Alla scoperta dei vini nei territori del Nord Italia

Posted On 05 Ago 2019

Il Piemonte dedica ai vigneti 44.000 ettari di terra, privilegiando i morbidi crinali collinari e non disdegnando le alture, con coltivazioni tardive ma ricche di umore, in zone come Le Langhe, Roero e Monferrato, riconosciute patrimonio mondiale dall’UNESCO per la qualità e l’unicità del paesaggio. Tre milioni di ettolitri l’anno prodotti da 19.000 aziende, molte delle quali ancora di taglio artigianale, ricche di viti locali, come i più famosi Nebbiolo e Barbera, insieme al Moscato, Grignolino e il Dolcetto, interamente dedicate a creare 18 vini DOCG e 42 DOC, realizzando praticamente un primato italiano. D’altro canto non è l’unica regione del nord ad avere una produzione vinicola di rilievo. La Val d’Aosta, ad esempio, si contraddistingue per i suoi vini d’altura molto noti, come il Müller Thurgau e i vari Pinot. La Liguria invece spopola con il suo Bianco delle Cinque Terre, lo Sciacchetrà e il Vermentino, mentre la Lombardia con il suo Franciacorta fermentato in bottiglia. Una specialità che nasce da tre uve di Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco, vendemmiate a mano, e avendo cura di mantenere integre le bacche fino alla pigiatura. Una lavorazione, quella del Franciacorta che sfrutta il fiore del mosto addizionato, in bottiglia, con uno sciroppo di zuccheri e lieviti vivi, per sviluppare la fermentazione. In Trentino invece sopra i 500 metri radica, in Val di Cembra, il Müller Thurgau, mentre in Val d’Adige si produce il Vin Santo dal Nosiola. In Friuli le aree DOC sono otto e tre DOCG, il Ramandolo, il Picolit e il Rosazzo, mentre in Veneto il Conegliano Valdobbiadene, prodotto in 15 comuni, si affianca con eleganza ai vini della Valpolicella.

I comuni del Nord Italia dove vengono prodotte le etichette più celebri
Proprio in quest’ultima zona, in Veneto, si producono vini molto rinomati, come l’Amarone e il Recioto, di cui le migliori bottiglie sono presenti nella sezione dedicata al vino Valpolicella su Tannico. D’altronde i territori veronesi della Valpolicella, del Bardolino e del Soave sono famosi in tutto il mondo sia per i bianchi limpidi che per i rossi corposi. Qui le vigne raggiungono anche i 450 metri s. l. m., tra i comuni di Cariano, Negrar e Fumane, e producono un Amarone della Valpolicella con uve fatte appassire appese ai tralicci di legno, come da tradizione. Stesso vale per il Recioto della Valpolicella, DOCG dal 2010, che segue un trattamento analogo, tranne che per la fermentazione che viene interrotta a metà così da lasciare nel vino un’alta concentrazione zuccherina. Dalle uve del Nebbiolo, che prende il nome da un paesino piemontese di 800 anime, viene realizzato uno dei vini più famosi d’Italia, il Barolo, che pare sia stato importato dai Galli ai tempi delle invasioni barbariche. Altro vino DOCG piemontese è il Barbaresco, prodotto solo in tre posti nelle Langhe, a cui è stata dedicata anche la Chiesa di San Donato trasformata in enoteca regionale. Sempre in Piemonte c’è il comune di Alba, famoso per il suo Barbera, degno di un ambiente da Chanson de Geste, e Asti con il suo spumante omonimo e l’eccezionale Moscato, il primo da sorseggiare in Coppa d’Asti e il secondo da trangugiare nei bicchierini da tocco d’osteria.

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