Caldo record, ovvero: ragioni e curiosità

Posted On 17 Lug 2015

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Per chi impazzisce nel caldo di questi giorni, sarà forse interessante conoscere le ragioni di questo luglio africano, associate a qualche curiosità sul punto. Purtroppo il caldo non è come certe malattie: insomma, anche se lo conosci non lo eviti. Resta la latina consolazione Beatus qui potuit rerum cognoscere causas….

“Cerco un po’ d’Africa in giardino / tra l’oleandro e il baobab”, cantava tanti anni fa Adriano Celentano. Quest’anno non c’è davvero bisogno di cercarla, perché si è presentata spontaneamente; non solo in giardino, ma anche in casa e soprattutto in camera da letto. Perché, almeno se non si ha l’aria condizionata, un caldo del genere non fa proprio dormire.

Per la cronaca, queste straordinarie condizioni meteorologiche sono africane – per così dire – di nome e di fatto. Vengono cioè proprio dal continente nero, a seguito di un fenomeno meteorologico di lungo corso che sposta progressivamente verso nord l’anticiclone responsabile di questi quaranta gradi o poco meno.

A questo punto, non sarà inutile ricordare che un anticiclone è un’area di alta pressione. La quale – semplificando un po’ le cose – si indentifica sempre con il bel tempo, perché porta verso il basso il vapore acqueo liberando il cielo dalle nuvole. D’inverno, quel vapore si trasforma in nebbia; d’estate, nell’orrenda canicola che tutti in questi giorni conosciamo, con conseguente ampio spread – per usare un termine di moda – tra temperatura reale e temperatura percepita.

Tra bollettini di guerra e temperature record, tra le tante cifre di questi giorni è spuntato prepotentemente lo zero termico (più esattamente, la quota dello zero termico). Sul punto, bisogna sapere che la temperatura diminuisce in maniera tendenzialmente lineare con l’andar dell’altitudine, fino poi a invertire la propria tendenza nell’alta atmosfera. Dunque, almeno fino alla quota cui giungono terre e uomo, è un po’ come se a livello del mare fosse piantato in verticale un enorme righello, con lo zero dalla parte di sopra e i gradi centigradi al posto dei centimetri. Se il righello – cioè la temperatura – si alza, va su anche lo zero. Che in questi giorni ha raggiunto quote incredibili, più alte del Monte Rosa. Cosicché la punta Dufour, Castore e Polluce e altri nomi illustri tanto cari agli alpinisti potrebbero comportarsi come certe piste da sci a Pasqua…

Tutto ciò durerà – con rare tregue – almeno fino a fine mese. Consegnando alle cronache – dicono – il luglio più caldo degli ultimi centocinquant’anni. Statistiche storiche certo poco affidabili; la speranza per i nostri avi è che, un secolo e mezzo fa, non abbiano avuto più caldo di così…

Roberto Codebò

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