Che cosa si intende con “Lavoratore autonomo occasionale”, intervista ad Andrea Rapacciuolo


In occasione del convegno organizzato da ANCL Torino presso Zip Workspace dedicato alla disciplina dei Lavoratori autonomi occasionali, abbiamo parlato con Andrea Rapacciuolo, Responsabile Processo Organizzativo Funzionamento presso l’Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano. Rapacciuolo, oltre a sintetizzare le caratteristiche di un Lavoratore autonomo occasionale ha evidenziato l’obiettivo della nuova disciplina.

Qual è l’obiettivo della nuova disciplina dei lavoratori autonomi occasionali?

“La nuova disciplina che obbliga alla comunicazione preventiva rispetto all’impiego di lavoratori autonomi occasionali ha come obiettivo un monitoraggio su questo fenomeno. In particolare un monitoraggio sui lavoratori autonomi occasionali “non genuini”, la cui prestazione di lavoro non si svolge in maniera autonoma ma è eterodiretta dal datore di lavoro.

Quindi lo scopo è riuscire ad intercettare queste forme di elusione alla normativa perché il lavoratore autonomo occasionale perde molte tutele che avrebbe se fosse inquadrato correttamente come lavoratore subordinato.

Attraverso la disponibilità di queste informazioni riusciremo ad indirizzare meglio la nostra attività ispettiva.”

Che cosa si intende con “Lavoratore autonomo occasionale”?

“Si tratta di una prestazione d’opera ai sensi dell’Art. 2222 del codice civile per cui il lavoratore si obbliga a seguire un’opera o un servizio e porta quest’opera o servizio a favore del committente ma il modo, i tempi e il luogo in cui decide di comporre quest’opera lo decide da solo, autonomamente. Questo lo distingue dal lavoratore subordinato. Il committente nel caso del lavoratore autonomo non dà indicazioni su come si arriva ad un determinato prodotto”.

Per quanto riguarda la tassazione?

“Per il lavoratore autonomo occasionale per i primi 5.000 euro non viene versato alcun contributo Inps”.

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