«Chi beve vino oggi cerca un’emozione e vuole scoprirla nel bicchiere»


Pierfelice Audisio racconta i suoi progetti e le nuove tendenze nel consumo del vino. L’intervista e la degustazione di cinque etichette di eccellenza.

Una passione per il vino che viene da lontano, perché la famiglia Audisio era conosciuta nel commercio del vino fin dall’800. Poi l’approdo a Torino e l’apertura, nel 1963, di un’agenzia di rappresentanza vini.

L’idea di Nino Audisio è quella di consolidare l’attività tra Piemonte e Valle d’Aosta, mettendo in contatto realtà vitivinicole italiane e francesi con ristoranti ed enoteche.

Nel 1988 il figlio Pierfelice si unisce al padre nella gestione della società, sviluppando la selezione delle etichette senza perdere il senso del gusto e dell’unicità delle proposte.

Ad inizio marzo Villa Sassi ha ospitato la seconda edizione di A tu per tu, un incontro tra i produttori rappresentati da Audisio Wine and More e gli operatori del settore.

È stata un’ottima occasione per scambiare qualche opinione con Pierfelice Audisio e, contemporaneamente, assaggiare alcune chicche di assoluto valore.

L’INTERVISTA CON PIERFELICE AUDISIO

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Un gioiello di famiglia più che un’impresa.

«Mio papà ha iniziato l’attività negli anni ’60, io mi sono affiancato a lui nel 1988 e l’ho proseguita con la medesima idea: potenziare e evolvere la bella viticultura italiana, francese e del mondo sulla ristorazione medio-alta».

Come è cambiato nel tempo il modo di vendere il vino?

«Sicuramente è cambiato il cliente, è cambiato l’approccio, è cambiato il modo di bere. Il mercato è sempre più esigente, noi cerchiamo di essere pronti ad un mercato che cambia ogni anno».

Come bevono oggi i giovani tra i 20-30 anni?

«Cerca più emozionalità, il suo mondo è il bicchiere e non la bottiglia. Devi aprire la bottiglia per scoprire la tua emozione, il cliente di oggi cerca questo».

Quanto conta che il vino sappia raccontare una storia?

«La storia di una persona e il territorio sono fondamentali. In passato abbiamo parlato troppo difficile, allontanando i giovani. Bisogna riapprocciarsi a parlare in modo semplice, fruibile, vendibile».

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Il cliente ultrasessantenne continua a bere come prima? Va trattato in modo più tradizionale?

«Sicuramente sì, bisogna dargli sempre più attenzione. Sappiamo che è sempre più colto e dobbiamo dare informazioni utili a fargli scoprire nuove emozioni».

Come avviene la scelta nelle vostre selezioni?

«Arriva dal cuore e punta sul territorio. Conta molto dove sei e il Piemonte si è evoluto molto. Langa, certo, ma anche il nebbiolo dell’Alto Piemonte e tutti quei giovani che sono tornati al vigneto. Andiamo alla scoperta di cose che ci spiazzino e, a quel punto, cerchiamo buone connessioni per chiudere un accordo».

Qual è un territorio che ti senti fiero di rappresentare?

«Sicuramente il Piemonte».

E quello che ti piacerebbe sviluppare? Dove vorresti approdare con il prossimo progetto?

«Qui scelgo un vitigno ed è il verdicchio. Che sia di Matelica o dei Castelli di Jesi, le sue espressioni mi piacciono tutte. Come per il Piemonte con il nebbiolo, anche qui mi piace andare a scoprire i territori diversi dello stesso vitigno».

CINQUE VINI ESPRESSIONE DI TERRITORIO

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Quasi trecento vini, oltre cinquanta vignaioli coinvolti. La degustazione di lunedì 2 marzo a Villa Sassi ha messo in campo una trentina di terroir differenti e tanta qualità.

Ho scelto cinque espressioni di eccellenza, un modo per raccontare nei fatti i vini selezionati da Pierfelice Audisio.

Barolo Cerretta 2021 – Giovanni Rosso

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Uno dei vigneti più rappresentativi di Serralunga d’Alba in un’interpretazione magistrale. È un Barolo succoso, carnoso, fantastico in bocca. Fermentazione alcolica in cemento a contatto con le bucce per un mesetto. Malolattica in acciaio, maturazione di 30 mesi in botti grandi di rovere francese da 50 hl. Sono 7500 bottiglie di altissima qualità da 1,3 ettari di vigna esposta ad est.

Brunello di Montalcino Poggio Severo 2021 – Lisini

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Selezione delle due vigne più alte della tenuta, a 550 metri sul livello del mare. Molto elegante, bello equilibrato tra frutto e tannino. Primo anno di uscita, con sole 2600 bottiglie. Maturazione di tre anni in botte grande. Davvero un bel vino.

I Palchi Foscarino 2022 – Inama

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Dal cuore del Soave una selezione parcellare di Garganega che ha del sensazionale. Naso fantastico, bocca dolce e persistente, tensione e maturità. I palchi sono le terrazze del Foscarino, dalle quali parte la selezione vite per vite, proseguita in cantina in tavolo d’entrata. Sei ore di macerazione, fermentazione per metà in botte grande, 30% in acciaio e 20% in barrique. Grandissima uva, è il nuovo livello del Soave di Inama. Seimila bottiglie.

Pinot Noir Pr1mus 2018 – Salentein

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Dalla Valle de Uco, nella zona preandina di Mendoza in Argentina, ecco un pinot nero davvero particolare prodotto da un’azienda storica del territorio. Il naso è avvolgente, al palato mostra muscoli e struttura, la beva è gradevolmente fruttata. Zona vulcanica, due diverse parcelle di vigneto sopra i 1200 metri di altitudine raccolte manualmente, vinificate e assemblate. Clima fresco, grande escursione termica tra giorno e notte. Affinamento in barrique di rovere francese usato.

Terlaner Cuvée Nova Domus Riserva 2023 – Cantina Terlano

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È un uvaggio di pinot bianco, chardonnay e sauvignon blanc. Un vino intrigante fin dal colore, intenso nei profumi, morbido e ricco al palato. Finezza ed eleganza vanno a braccetto. Fermentazione e affinamento in botte grande da 12 e 30 hl sulle fecce fini, con assemblaggio finale di altri sei mesi in fusti di cemento. Da attendere alla prova del tempo.

DOVE

AUDISIO S.a.S di Pierfelice Audisio & c.
Corso Gallileo Ferraris, 124 – TORINO
0115683698
info@audisiovini.it

Fabrizio Bellone