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Come cambieranno i trasporti pubblici


Non è facile trovare soluzioni ideali per coniugare il trasporto pubblico con il distanziamento sociale imposto anche dalla Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Diverse le ipotesi e gli studi, dal Politecnico di Torino alle prestigiose università estere, dal MIT a Oxford.

Mascherine obbligatorie e posti alternati sugli aerei. Ma c’è già chi a queste condizioni minaccia di non decollare, come la low cost Ryanair.

Accessi contingentati sulle metropolitane. Oltre un certo numero di persone in banchina, si bloccano i tornelli e bisogna aspettare. Ma il rischio è l’assembramento in attesa di entrare.

Su bus e tram delle righe sul pavimento dei mezzi indicherebbero le distanze da mantenere. Si entrerà dalla porta posteriore e uscirà dalle centrali. Quella a fianco del conducente rimarrà chiusa, così come assolutamente vietato parlare con l’autista. Previsti più corse e più mezzi per evitare affollamenti.

Ci si affida anche al buon senso dei passeggeri, ma se il mezzo fosse troppo pieno, il servizio potrebbe venire interrotto.

Obbligatoria la distanza di sicurezza minima di un metro, così come la mascherina, anche sotto le pensiline, sulle banchine, nelle stazioni di bus e treni.

Sui treni posti alternati e niente più controllori. Il rischio concreto è il via libera ai disonesti dei viaggi “gratis”.

In città l’alternativa è usare più l’auto o mezzi più sostenibili come biciclette, monopattini, scooter, ebike.

In un comune come Torino che ha fatto della mobilità sostenibile un cavallo di battaglia della Giunta Appendino, più auto non suona affatto bene.

Si pensa infatti a incrementare l’offerta di car sharing, bici, scooter e monopattini elettrici a noleggio, per avere meno passeggeri sui mezzi pubblici.

Sembra, tuttavia, che solo il 15% di chi si sposterà per lavoro voglia tornare a prendere i mezzi pubblici, secondo la stima della task force del Governo per la “Fase 2”, diretta dal manager Vittorio Colao

Fra le ipotesi quella di variare gli orari di ingresso al lavoro per evitare assembramenti sui mezzi pubblici.

Sono allo studio a livello nazionale incentivi per l’acquisto di bici a pedalata assistita.

Più facile la gestione dei taxi, che con un pannello che divide autista da passeggero, si potrà anche trasportare due persone sedute dietro, purché entrambe con la mascherina.

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