Come fermare le occupazioni abusive: intervista a Maurizio Pedrini, Presidente ATC

maurizio pedrini

Abbiamo conversato con Maurizio Pedrini, Presidente dell’ATC, Agenzia Territoriale per la Casa Piemonte Centrale. Pedrini ci ha spiegato il ruolo dell’ente, la situazione dell’housing sociale in Piemonte e a Torino e poi come gestire l’occupazione di una casa da parte di abusivi.

Dott. Pedrini, ci racconta qual è il suo percorso che l’ha portato a diventare Presidente dell’ATC?

Sì, io ho lavorato per molti anni come giurista d’impresa in diversi settori, come il farmaceutico e il bancario. Poi sono stato nominato Presidente e Amministratore Delegato di casa ATC Servizi, che è una società in house del gruppo ATC Piemonte Centrale, dove ho seguito sostanzialmente dei progetti di innovazione tecnologica e dei progetti culturali e devo dire che è stata un’esperienza fondamentale per potermi poi approcciare alla nomina che è avvenuta il 16 gennaio scorso alla presidenza di ATC del Piemonte Centrale.

Spieghiamo meglio ai nostri lettori e ascoltatori cos’è l’ATC e soprattutto cosa rappresenta per la città.

ATC è un ente ausiliario della regione Piemonte ed è sostanzialmente il soggetto che si occupa della gestione delle cosiddette case popolari. Questa gestione viene effettuata in parte attraverso una gestione del proprio patrimonio di proprietà e una parte invece è gestione del patrimonio di proprietà dei comuni, il cui principale comune di riferimento è la città di Torino.

C’è un rapporto di accordo quadriennale con la città di Torino anche, in che cosa consiste?

Sì, è una convenzione di gestione del patrimonio. Devo dire che nel corso degli ultimi anni si erano sempre susseguiti dei rinnovi semestrali. Questi rinnovi semestrali erano un grave problema perché non consentono una programmazione di medio termine del patrimonio.

Qual è la situazione attuale dell’edilizia residenziale?

Uno stato di salute complesso perché una parte del patrimonio è stata rinnovata approfittando di risorse straordinarie che di questi tempi hanno avuto una certa frequenza ma sempre straordinarie restano.L’ATC ha avuto la capacità di sfruttare molto il bonus 110, di sfruttare alcuni fondi europei e quindi ci sono stati interi palazzi, interi attratti, non dico interi quartieri ma quasi, ristrutturati. Certo il problema resta che sono risorse di natura straordinaria e quindi essendo risorse di natura straordinaria bisogna essere veloci, tempestivi, pronti a riuscire a sfruttarle, a coglierle e a farle poi coniugare con le esigenze del territorio.

Uno dei temi diciamo degli ultimi decenni è quello delle case occupate: al di là di liberare queste case e quindi di assegnarle a chi ne ha sicuramente bisogno e l’altra cosa è quella delle ristrutturazioni perché comunque ripristinare un alloggio occupato richiede dei fondi importanti.

Assolutamente sì, questo è un tema molto complesso. Le occupazioni abusive sono un fenomeno purtroppo molto diffuso in Italia. Per fortuna a Torino è più contenuto rispetto ad altre città, però non è tanto il numero che desta allarme quanto la violenza delle stesse occupazioni che in molti casi rappresentano uno strappo al tessuto della legalità che noi cerchiamo di tutelare nei nostri quartieri. Noi abbiamo cercato di porre questo al centro della nostra attenzione amministrativa con un buon successo perché le occupazioni abusive sono decisamente ridotte rispetto all’inizio del mandato.

Passando sulla parte più concreta: quanti alloggi gestisce l’ATC?

ATC gestisce circa 28.000 alloggi sul territorio di Torino e della provincia di Torino. Questi alloggi sono tutte case popolari, tranne qualche piccola eccezione

Riguardo le case popolari: ci sono tante persone in graduatoria?

Sì, attualmente ce ne sono tante, sono migliaia ma chiaramente solo una parte di esse avrà realizzato il diritto a una casa popolare. Questo tema è un tema molto complesso perché bisogna fare delle scelte di natura amministrativa e di natura politica sull’accesso alla casa sul diritto alla casa e anche sulle possibilità di mantenerla questa casa popolare nel corso del tempo.