Corso Venezia, in arrivo autovelox; 100 incidenti negli ultimi 5 anni

autovelox Torino

In arrivo il quinto dispositivo di rilevamento della velocità in città. Manca solo il via libera sui cartelli stradali. È polemica sulle multe, ma Palazzo Civico replica: “Misura necessaria per la sicurezza”.

Sulle strade torinesi si registra una media drammatica: circa dodici sinistri al giorno, uno ogni due ore. La causa principale resta l’alta velocità di auto e moto, e tra le arterie più critiche della capoluogo piemontese c’è corso Venezia.

I dati parlano chiaro: nel tratto adiacente al sottopasso di corso Grosseto — porta d’ingresso in città per chi arriva dalla superstrada per Caselle — si sono verificati 105 incidenti tra il 2020 e il 2024, con un aumento costante che ha portato dai 15 casi annuali iniziali fino ai 40 registrati nel 2024.

Per frenare questa escalation, la Prefettura ha dato semaforo verde al Comune per l’installazione di un nuovo autovelox.

Quando entrerà in funzione?

L’impianto è già posizionato e gli adempimenti burocratici comunali sono terminati. L’attivazione è al momento congelata in attesa che Anas completi la posa della segnaletica di propria competenza sul tratto di superstrada precedente.

«Siamo pronti ad accenderlo non appena Anas avrà installato i cartelli dedicati. Prevediamo l’avvio definitivo entro la fine dell’anno», ha precisato l’assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda.

La mappa dei velox sotto la Mole

Quello di corso Venezia sarà il quinto occhio elettronico attivo in città, affiancandosi a quelli di:

  • Corso Regina Margherita
  • Corso Unità d’Italia
  • Corso Grosseto
  • Corso Giulio Cesare

Resta disattivato, invece, sempre il dispositivo di corso Moncalieri.

I numeri generali testimoniano un’impennata di sanzioni: in corso Regina Margherita, nei soli primi otto mesi del 2026, si sono già superate le 16.500 contravvenzioni, oltrepassando il totale registrato nell’intero anno precedente.

La polemica politica: sicurezza o cassa?

L’arrivo del nuovo dispositivo ha riacceso lo scontro politico. Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha annunciato un’interpellanza in Consiglio comunale, definendo il nuovo autovelox una “trappola” posizionata in un punto in cui il limite scende repentinamente da 100 a 50 km/h prima di un semaforo.

Da Palazzo Civico la replica respinge le accuse di voler fare cassa: l’amministrazione sostiene che l’obiettivo primario resta l’abbattimento della velocità nei punti più a rischio e che l’auspicio ideale sarebbe non dover staccare alcuna sanzione.