
La storia di Maria Claudia Cerdans e di Casa Vicino, sorta sulle ceneri dello storico albergo ristorante Stevano in Val Borbera, è un riuscito esempio di contaminazione culinaria nella parte più remota della provincia di Alessandria. Un luogo che ha ripreso a vivere anche in inverno, grazie a un progetto di residenza creativa.
Una laurea in giornalismo, un lavoro in un dipartimento di comunicazione, esperienze di hosteleria durante gli studi senza mai gestire personalmente un locale. Una storia che pare simile a tante altre, se non fosse che Maria Claudia Cerdans è spagnola, di Barcellona, e tre anni fa decide di lasciare tutto per venire ad abitare in Val Borbera.
«Arrivo da una città dove esiste una comunità internazionale molto viva, ma il mio sogno è sempre stato quello di abitare in campagna e condurre una vita alternativa. Vedendo come stanno andando le cose nel mondo, credo che questa sia la scelta del futuro».

Questa opportunità gliela offre Filippo, suo coetaneo, che conosce dieci anni fa in Spagna grazie al progetto Erasmus. «Il caso ha voluto così e io non ci ho pensato molto. Ho colto l’occasione».
Maria ha 31 anni ed è la compagna di Filippo, cugino di Renzo Stevano. Un cognome che è una vera istituzione della valle, come dimostra lo storico hotel ristorante di Pallavicino, frazione di Cantalupo Ligure. Oggi Maria e Filippo conducono quella struttura con il nome di Casa Vicino.
«Sono super grata a tutta la famiglia Stevano, a Renzo in particolare, per quello che hanno fatto per noi. Questo è uno spazio molto più grande di quello che potevo pensare, abbiamo cominciato imparando. Proviamo a far funzionare piscina, albergo e ristorante, tutti insieme, con un progetto molto famigliare».

Per questo Maria porta con sé la mamma, attiva in Spagna con varie esperienze di catering, oggi in cucina per affiancarla con tutta la sua esperienza.
«Quando è cominciata questa avventura ho subito percepito tutta la diversità di un’esperienza unica, noi spagnoli in mezzo alle montagne mi faceva strano. Le mie sorelle mi davano della pazza e tutti chiedevano che cosa ci facevamo qui».
C’era scetticismo intorno. Le dicevano «mhm…cibo spagnolo? Non credo, qui la gente vuole i ravioli».
E quindi?
«Abbiamo provato a variare, ogni tanto, una volta la settimana».

Poi la gente chiamava e chiedeva «quando fate la paella?». Così poco per volta si aggiungono gli antipasti, le tapas e tutto il resto.
«È presto per dirlo, sono solo due anni che abbiamo iniziato e c’è ancora tanto da imparare, ma sta andando bene».
L’idea di partenza poteva essere quella di un ristorantino in campagna, invece Casa Vicino ha nove camere, spazi per eventi fino a duecento persone, una bella piscina.
«È un posto isolato, fuori c’è calma e silenzio, ma dentro è un’altra cosa. Da quando sono arrivata non ho smesso un giorno di lavorare e di imparare. Il bello è che chi sente la mia storia mi chiede se mi annoio. No, no, non c’è proprio quel pericolo».

Pallavicino è una frazione di una ventina di anime, frequentata prevalentemente da turisti milanesi o da chi ha una seconda casa nel borgo. Gli stranieri che capitano qui sono circa il 20%. I clienti dell’ex Stevano continuano a venire e si sommano a chi sceglie solo l’opzione weekend. D’estate è folto il numero di chi vuole semplicemente passare la giornata in piscina.
Il ristorante ha una grande sala e una saletta che possono accogliere fino a 150 coperti. Poi c’è la piazza con gli spazi esterni, freschi e ombreggiati nella stagione calda. «Un posto così dà vita al paese, tra l’altro, è l’unico esercizio commerciale attivo».

La val Borbera in cucina qui è rappresentata dai salumi, dal vitello tonnato, da ravioli, pansotti e gnocchi. L’insalata russa è cremosa come si trova in Spagna. «Facciamo un po’ e un po’. Gli stranieri di solito chiedono i piatti del territorio, tanti italiani apprezzano il nostro riso e le tapas».

Maria Claudia Cerdans non sta ferma un attimo. Pensando a come attivare il luogo durante l’inverno ha creato un progetto di residenza creativa. Una proposta di Casa Vicino per ospitare tre settimane in albergo ragazze di tutta Europa, un’iniziativa multidisciplinare fatta di persone che non si conoscono e che vogliono condividere le esperienze.
«Credo che la mia generazione sente la necessità di andare in campagna per riconnettersi con la natura e le tradizioni. Vivere più lentamente, conoscere come è prodotto il cibo che mangiamo, ritrovarsi in un mondo più reale e meno frenetico. Vedo che chi viene qui lo capisce e lo condivide». Una sua amica artista seguirà presto la sua strada, ha appena acquistato una casetta a Borgo Adorno, cinque minuti da qui.

Non ti sei mai pentita della scelta?
«Come tutti ho avuto anche io i miei momenti no, ma sono contenta. È un lavoro duro, fisico e mentale. Il cliente generalmente pensa che sia un mestiere più facile di quello che è in realtà. Tutto deve essere perfetto e non sempre ci riesci, è umano. Il lavoro non deve far paura, ma questo è molto intenso e difficile».
Come se ne esce?
«Iniziando anche a pensare ad un periodo di riposo. Finora non ci siamo mai fermati, quest’anno penso che dopo la metà di settembre faremo qualche giorno di vacanza».

Come sarà Casa Vicino tra dieci anni?
«Ho preso questo posto pensando a come mi piacerebbe vivere. Vorrei che altri giovani si trasferissero qui, che i paesi tornassero ad attivarsi con feste ed eventi divertenti. Immagino un percorso di vita e di crescita comunitario condiviso tra chi ha la fattoria, il panificio, l’orto».
QUANDO ANDARCI

Casa Vicino è tra i protagonisti del 46° tour gastronomico delle Valli Borbera e Spinti.
Zipnews ha presentato il calendario QUI.
Un’ottima occasione per assaggiare la contaminazione tra Spagna e valli è la tappa del weekend 9-10 maggio.
Questo il menu di pranzo delle due giornate: croquetas di gambero rosa; carpaccio di carciofi agli agrumi; asparagi con uovo a bassa temperatura e jamón iberico; riso caldoso all’astice; flan di uovo alla fava tonka.
Il costo è di € 55 a persona, inclusi acqua, vino, servizio, pane e focaccia fatta in casa.
DOVE

Casa Vicino
Frazione Pallavicino – Cantalupo Ligure (AL)
tel. 3533578474
Fabrizio Bellone