
Il presidente di Iren ci ha illustrato la nuova Stazione Nord di Trasformazione Elettrica. Queste le parole di Luca Dal Fabbro.
La Nuova Stazione Nord di Trasformazione Elettrica
L’infrastruttura mira a contrastare i blackout estivi causati dall’uso intensivo dei condizionatori, migliorando la resilienza della rete locale di fronte alle ondate di calore. Il progetto si inserisce in un più ampio piano di investimenti da 90 milioni di euro annui previsti fino al 2030 per ammodernare il sistema cittadino. Oltre agli sforzi industriali, viene sottolineata l’importanza dell’efficienza energetica da parte dei cittadini per garantire la stabilità dei consumi. L’obiettivo finale è trasformare Torino in una delle città con la rete elettrica più avanzata e sicura d’Italia, come ci ha raccontato il presidente Iren Dal Fabbro
La nuova cabina primaria sorge nell’area nord della città, in strada Vicinale di Cascinette, e costituisce un nodo centrale del sistema elettrico torinese. L’intervento ha previsto un investimento complessivo di 24,8 milioni di euro e ha coinvolto, nelle diverse fasi di realizzazione, circa 30 imprese e fino a 200 addetti. La cabina si estende su una superficie di circa 2.500 metri quadrati ed è progettata per trasformare l’energia elettrica da alta a media tensione.

Dal punto di vista tecnologico, la Stazione Nord è un impianto all’avanguardia che trasforma l’energia da 132 kV a 22 kV, assicurando una distribuzione efficiente verso le cabine secondarie e quindi verso le utenze civili e industriali. Collegata a tre linee di alta tensione, consente di aumentare in modo significativo la potenza elettrica distribuita sulla rete cittadina, con una potenza nominale complessiva superiore a 120 MVA, rafforzando così la sicurezza e la continuità del servizio.
L’infrastruttura si distingue anche per l’elevato livello di automazione e sicurezza: come ci ha spiegato il presidente di Iren Dal Fabbro è infatti dotata di sistemi avanzati di protezione, comando e controllo che consentono una completa gestione da remoto dell’impianto, monitorandolo in tempo reale, per intervenire automaticamente in caso di anomalie.
Le parole del presidente Iren Dal Fabbro
Presidente Quanto questa nuova centrale può aiutare la gestione dei blackout estivi?
Questa centrale garantisce maggiore sicurezza ad un quadrante importante della città perché permette per la prima volta di installare un’unità che garantisce una maggiore resilienza elettrotecnica quindi è fondamentale averla. Ne stiamo costruendo anche delle altre fino a che non avremo la possibilità di gestire onde di calore o domanda di energia come quella che verrà dai data center nel futuro.

Una grande ambizione.
Il programma è molto ambizioso è un programma che richiederà dagli 80 e 90 milioni di euro all’anno fino al 2030 di investimenti: questo è un primo passo importante che ha richiesto 10 anni per la costruzione alla fine tra progettazione e costruzione.
C’è una cosa che vorrebbe chiedere ai torinesi nel consumo estivo oppure Iren è in grado di gestire da sé questa fase?
Io chiedo a me stesso e a Iren di fare il massimo per poter soddisfare le esigenze energetiche dei torinesi quindi siamo noi che dobbiamo lavorare per i torinesi e con i torinesi. Agli abitanti suggerisco una grande sensibilità che però hanno già dimostrato nei consumi soprattutto abnormi: quindi il rendere la città, le case e le industrie più efficienti è un passo per rendere il sistema più sicuro, ma la prima domanda dobbiamo farcela noi di Iren come riusciamo a lavorare meglio e a soddisfare le esigenze di questa città che se lo merita