David Bowie, Mio Fratello: a Torino una mostra sul Duca Bianco

mostra bowie torino

Dopo l’esposizione a Parigi e Saint-Rémy-de-Provence, arriva a Torino fino al 12 luglio a Spazio Musa, la mostra David Bowie, Mio Fratello: ne abbiamo parlato con il curatore Francesco Longo.

Partiamo dal percorso della mostra: non è cronologico, bensì è pensato in nucleo tematici. Perchè questa scelta?

Le immagini sono legate ad una narrazione di David Lawrence, che è l’autore della mostra. Ogni immagine ha a fianco un testo scritto dall’autore e si compone di poco più di 90 immagini. Ognuna di queste rispecchia un momento di vita di David Bowie, momento di vita però con una chiave di lettura che appartiene a una linea alla linea mentale di Terry Burns che è stato il fratello di di David Bowie.

Questo fratellastro che ha influito molto su Bowie…

Si, soprattutto nel passaggio da David Jones a David Bowie. Grazie al fratello ha potuto avvicinarsi agli scritti di Kerouac oppure all’arte di Picasso. Insomma, l’influenza di Terry Burns va in un certo modo ad interrompere il periodo di Ziggy Stardust e gli anni in cui c’erano le varie frequentazioni di quegli anni.

La figura di Terry Burns al grande pubblico non è molto conosciuta, però questa mostra permette di conoscerla e di approfondirla attraverso Bowie.

Sì, esatto. E’ stato di ispirazione anche per tante situazioni, anche per alcuni brani come Jump They Say.

Come sappiamo Bowie è una delle figure musicali più conosciute della storia del Novecento. C’è un aspetto inedito che ha scoperto in questo allestimento in quanto curatore?

Si, assolutamente. Ad esempio, io non sapevo che il fratello soffriva di schizofrenia: una schizofrenia positiva, quindi molto produttivo, molto attento ed energico. E poi la stessa madre di Bowie aveva avuto problemi di salute simili. Quindi David Bowie ha vissuto con la paura che potesse avere anche lui questa malattia mentale.

mostra_bowie_torino-1-1024x694 David Bowie, Mio Fratello: a Torino una mostra sul Duca Bianco

Quindi questa mostra permette di arrivare alla vera essenza di Bowie?

Certamente. Nel percorso della mostra ci sono immagini che rappresentano il periodo in cui lui era legato nell’ambito del fashion con Armani, oppure c’è una parte dove c’è una lettera immaginaria dedicata a Picasso oppure ancora le descrizioni delle amicizie con Sed Barret, Jimmy Hendrix, Morrison. E’ sicuramente una mostra molto descrittiva.

Infine, c’è una canzone di Bowie che possiamo ascoltare prima di visitare la mostra?

Potrebbe essere, come dicevo prima, Jump They Say