
I Poderi Luigi Einaudi a Dogliani sono un esempio di eccellenza per i vini e per l’accoglienza turistica. La mia visita al relais nato nella residenza storica in pietra di Langa e la degustazione delle principali etichette.
Per dimostrare il profondo legame che da sempre lo lega alla terra nel 1897 Luigi Einaudi, 23 anni e una laurea in Giurisprudenza, decide di buttarsi nel mondo del vino. Comincia con Dolcetto, Nebbiolo e Barbera, tre classici di Langa.
È così che nascono i Poderi Luigi Einaudi e, da allora, la cantina è sempre rimasta in possesso della famiglia. Oggi ai vertici dell’azienda c’è la quarta generazione, impersonificata da Matteo Sardagna Einaudi, con il croato Zvone Jurkovic in qualità di wine maker.
Il termine collettivo Poderi indica che tutto nasce da un insieme di cascine coltivate da mezzadri. Inizialmente la cantina sorge nel paese di Dogliani (Cn), poi viene spostata nel punto più alto, sulla collina del Tecc, il tetto.

Il tempo non ha modificato la memoria, nel 2026 sul Tecc campeggiano due caseggiati più la nuova cantina interrata. La residenza storica in pietra di Langa oggi è la parte più vecchia di un relais di charme che comprende ampi spazi interni ed esterni e una piscina a forma di bottiglia di vino.
Della parte storica della cantina è stato modificato poco o nulla, temperatura e umidità non sono controllate ma campeggia lo stemma luminoso creato dal Fondatore, quello con il leone che sorregge la brocca accompagnato dalla scritta che il vino si berrà in eterno.

Ospita prevalentemente tonneau di rovere francese da 500 litri che ricoverano il vino per 7-8 mesi prima che venga spostato ad affinare nella parte nuova.

Il lavoro per interrare la parte nuova della cantina è stato imponente. Il risultato è una soluzione di spazio che si integra perfettamente nell’ambiente e si incunea, invisibile, sotto piscina e prato.

Osservo vasche termoregolabili in acciaio, dal 2017 anche in cemento, per la fermentazione alcolica; botti grandi di legno da 3-5 mila litri principalmente per il Barolo; rivestimenti vetrificati o in calce di Brenta, porosa, che assicura una leggera micro-ossigenazione del vino; contenitori in ceramica e in terracotta per ricoverare sperimentalmente il Barolo Monvigliero 2025.

La zona di stoccaggio ricovera circa 150 mila bottiglie disposte orizzontalmente ed ha pareti nere per oscurare la luce, che è a neon per non scaldare. Il caveau è a forma di biblioteca, un’idea geniale che racconta più di mille parole l’incontro tra cultura e vita agricola.

Poderi Luigi Einaudi conta venticinque dipendenti tra relais e cantina ed ha una produzione complessiva di 400 mila bottiglie annue, poco più della metà esportate all’estero.
IL RELAIS

Soggiornare al relais significa fare un’immersione nella storia di una famiglia che ha mantenuto radici salde in un territorio ancora poco conosciuto e frequentato dal grande turismo.

Tutto comincia dall’antico casale sul Tecc, trasformato in una dimora di pregio che mantiene intatto il fascino di fine Settecento grazie agli arredi originali e alla cura dei dettagli.
Sono dieci camere (sette doppie, una junior suite e due suite) avvolte in una dimensione di quiete, eleganza e autenticità.

Gli spazi comuni sono grandi e ricercati, dal giardino d’inverno, al salotto con il camino, ai luoghi dedicati alle degustazioni. Nella sala al piano superiore è disponibile a tutte le ore il vassoio con i bicchierini per la grappa di Dolcetto.

Gli esterni sono di ampio respiro: un prato infinito, una vista a 360° su colline e catena alpina, il pergolato fiorito, il profumo di lavanda e rosmarino che si espande nell’aria.

Spettacolare la piscina a forma di bottiglia di vino, dove è possibile godersi l’aperitivo al tramonto.

La colazione del mattino è ricca e golosa di prodotti locali: dai salumi alla Toma di Murazzano, dalle marmellate artigianali al miele di piccoli apicoltori, dalla frutta di stagione alle crostate e ai dolci.

Dogliani e il suo territorio sono ad un passo e chiedono di essere vissuti in modo disteso, silenzioso e ovattato.
I VINI

Grazie agli ultimi investimenti Poderi Luigi Einaudi coltiva oltre 56 ettari, una quindicina dei quali dedicati al Barolo.
Il Dogliani DOCG pesa numericamente e territorialmente per 150 mila bottiglie nella versione Classico, oltre alle 25 mila di Superiore.
Un quarto del business aziendale è rappresentato dal Barolo: sette etichette per un totale di poco meno di 100 mila esemplari.
L’azienda distribuisce in esclusiva sul mercato italiano gli Champagne R. Faivre, piccola maison indipendente nella Haute Vallée de la Marne.
LA MIA DEGUSTAZIONE

Nel corso di fiere di settore e presentazioni stampa mi è capitato spesso di degustare i vini dei Poderi. Ho una predilezione per il loro Verduno Pelaverga ma attualmente è già terminato.
In questo lavoro mi limito a descrivere i vini assaggiati durante la mia visita estiva in azienda, valutati con un indice di piacevolezza da 1 a 5, con 5 quale valore più elevato.
Langhe Doc Meira 2025

Un Pinot Grigio in stile alsaziano, adatto all’invecchiamento, con vinificazione in acciaio più sei mesi di tonneau.
Giallo paglierino al colore, ha aromi floreali e fruttati. È corposo, strutturato, cremoso e vanigliato. Di buona complessità, bilancia alcol e dolcezza con un’acidità adeguata.
È tenuamente delicato al palato ma abbastanza ricco e con finale ammandorlato.
Meira è il nome della vigna, che consente di veder nascere 5 mila esemplari.
Costa € 18 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 3,5
Langhe Rosato Doc Martius 2025

Alla seconda annata di produzione dopo l’esordio del 2023 per celebrare i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi, il 25 marzo.
Da uve coltivate nel comune di Dogliani, 70% nebbiolo e 30% pinot nero, ha il colore rosato della pelle della pesca.
Il tufo presente nel suolo della vigna di pinot conferisce buona verticalità.
È giocato su toni lievi, su un frutto masticabile e su un apporto alcolico non invadente.
Sono cinquemila bottiglie che costano € 15 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 3,5
Dogliani Docg 2024

Uve 100% dolcetto che vedono soltanto acciaio e vetro, in vendita ad un anno esatto dalla vendemmia.
Pulito nei sentori di susina rossa matura, ruspante e dinamico al palato dove conserva ottima freschezza.
Ottimo il rapporto qualità prezzo, € 12,50 a bottiglia che scendono a 10 per chi ne acquista una cassa da sei.
Da 1 a 5: 3,5+
Dogliani Superiore Madonna delle Grazie Vigna Tecc 2023

Vinificazione in cemento e dodici mesi di legno per questo vino strutturato, complesso, dal retrogusto ammandorlato, coltivato sulla parte più alta della collina dove sorgono la cantina e il relais.
Le uve sono vendemmiate una decina di giorni dopo quelle del Dogliani Classico e assicurano maggiore concentrazione di polifenoli e antociani.
Rubino dall’unghia viola, ha frutto maturo e denso che torna in bocca rotondo e abbastanza lungo, con una bella freschezza integrata.
Costa € 17,20 in vendita diretta.
Da 1 a 5:4
Langhe Rosso Doc Luigi Einaudi 2021

Nel 1997, per celebrare i cento anni della cantina, nasce un blend di autoctoni e alloctoni che vuole essere una risposta allo spadroneggiare dei supertuscans: Nebbiolo e Cabernet per il 30% a testa, poi parti uguali di Barbera e Merlot.
Vinificazione separata per i quattro vitigni; sei mesi di tonneau di rovere francese per quelli di territorio e fino a 10-12 per gli internazionali; assemblaggio finale.
Rubino scuro al colore, il profilo olfattivo è immediatamente dominato dal peperone del cabernet; poi esce il nebbiolo.
In bocca è molto interessante, succoso grazie alla barbera e dolce di merlot nel finale.
Le caratteristiche vincenti sono frutta e fiori, struttura, terziario nell’evoluzione.
Un vino armonico e molto convincente.
Costa € 33 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 4,5
IL BAROLO 2022

Stimo i Barolo dei Poderi Luigi Einaudi ed ho scritto su queste pagine del Monvigliero e del Cannubi in annate particolarmente felici.
Per la mia visita ho espressamente scelto di provare un millesimo meno fortunato, un’annata secca che ha condizionato tutte le vigne. Ha offerto grappoli ricchi di zucchero ma ha richiesto tanto lavoro in cantina. Per non rischiare di disperdere gli aromi si è scelto di mantenere le uve in legno per il minimo del tempo, diciotto mesi.
Barolo Ludo

Da solo rappresenta un terzo di tutto il Barolo dei Poderi ed è un gioco tra quattro diverse vigne affinate in tonneau: Bussia, Cannubi, Monvigliero e Terlo.
Ha frutto molto maturo ma anche asciutto e naso che in parte vira sul liquoroso.
In bocca mi piace di più ed ha una buona beva.
Costa € 41 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 3,5/4
Barolo Monvigliero

Prodotto per la prima volta nel 2018, si caratterizza per l’etichetta artistica di Stefano Arienti: un cavallo che vuole rappresentare un Barolo strutturato, complesso, importante; due colonne che vogliono raccontare l’equilibrio e l’armonia del vino.
Floreale di rosa e viola, molto profumato e lievemente balsamico. Ha tannino fine, dolce, quasi masticabile.
Costa € 78 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 4,5-
Barolo Cannubi

In questa parcella a 220-230 metri di altitudine il suolo è abbastanza sabbioso e dona profumi di menta ed eucalipto.
C’è struttura, una vena sottile di pepe e una leggera secchezza di fondo.
Ben fatto, non pare aver risentito troppo dell’annata.
Costa € 78 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 4
Barolo Terlo Vigna Costa Grimaldi

L’acquisizione negli anni ‘50 della vigna Terlo ha permesso a Poderi Luigi Einaudi di vinificare il Barolo nella cantina di Dogliani in qualità di produttori storici. Le altre MGA arrivano dagli anni 90 in poi.
È il vigneto più storico dell’azienda con altitudine compresa fra 250-280 metri e suolo connotato dalle Marne di Sant’Agata.
Dà vita a un vino speziato di noce moscata, cannella, pepe bianco; il profilo olfattivo è intenso, fruttato, ciccioso e succoso in bocca.
Ha bella freschezza e lunga persistenza, è ricco e corposo. Mi piace molto.
Costa € 59 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 4,5+
Barolo Bussia

Suolo compatto, terreno marnoso-calcareo, esposizione a sud/sud-ovest.
Frutta rossa matura, ciliegie e amarene sotto spirito, una presenza alcolica più percepibile ne fanno un prodotto in cerca di equilibrio nel tempo.
Costa € 78 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 4-
Barolo Villero

È il campione con maggior concentrazione di colore, un granato luminoso tutto da vedere.
Fruttato di melagrana e arancia rossa, speziato, terroso. Al palato è sanissimo, concentrato e fresco.
La struttura è imponente, con ottime prospettive di longevità. Deve comporsi pienamente, ma penso che supererà tutti gli altri.
Costa € 78 in vendita diretta.
Da 1 a 5: 4,5
Barolo Ravera

Dal millesimo 2022 il patrimonio dei grandi Barolo della casa si arricchisce di un nuovo e prestigioso tassello in arrivo da una singola vigna a 400 metri slm nel comune di Novello.
Ha esposizione sud e sud-est, terreni marno-argillosi e calcarei, tiratura di poche migliaia di bottiglie.
Appena nato è già esaurito, così non posso degustarlo. Sarà per il prossimo millesimo.
DOVE

Poderi Luigi Einaudi
Borgata Gombe 31/32 – Dogliani (Cn)
tel. 017370191
Fabrizio Bellone