#FotoTalk: oggi si parla di fotografia con Nicola Lo Calzo


I #FotoTalk “A casa dell’artista” di Camera-Centro italiano per la fotografia, con sede a Torino, in via delle Rosine, sono degli incontro online, su Instagram (poi riproposti su Facebook), con affermati fotografi, che raccontano la loro arte e il loro modo di interpretare la fotografia.

I protagonisti nelle scorse settimane sono stati molti: Lorenzo Vitturi, Paolo Ventura, Silvia Camporesi, Francesco Jodice, Jacopo Benassi.

Oggi l’appuntamento, su Instagram, come sempre alle 18,30, è con Nicola Lo Calzo intervistato da Monica Poggi.

Nicola Andrea Lo Calzo è nato a Torino nel 1979, vive e lavora tra Parigi, l’Africa occidentale e i Caraibi.

Si è avvicinato alla fotografia dopo gli studi in architettura e conservazione del patrimonio, indirizzando lo sguardo sui rapporti fra colonialismo e identità culturale. Dalle sue immagini, infatti, emerge la strategia di sopravvivenza e resistenza messa in atto da gruppi minoritari all’interno dell’ambiente nel quale vivono. Per nove anni ha lavorato a «Cham», progetto di ricerca a lungo termine sulle memorie della tratta degli schiavi e della schiavitù, suddividendolo in diversi capitoli ambientati in Africa, nei Caraibi e in America.

Dal 2015 al 2019 ha diretto “Kazal”, una masterclass con il collettivo di fotografi Kolektif 2 Dimansyon su memoria e criminalità sotto la dittatura di Duvalier. Il progetto, prodotto dalla Fondazione Fokal, è il primo del suo genere ad Haiti ed è stato pubblicato in un volume edito da Andrè Frére.


Le sue fotografie sono state ampiamente esposte in musei, istituzioni artistiche e festival, in particolare il Macaal di Marrakech, l’Afriques Capitales di Lille, il Musée des Confluences di Lione, il Museo Nazionale della Fotografia Alinari di Firenze e il Tropenmuseum di Amsterdam. Le sue fotografie sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, tra cui la collezione Lightwork di Siracusa, l’Archivio Alinari di Firenze, la Pinacoteca Civica di Monza, la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi e il Tropenmuseum di Amsterdam. Inoltre, collabora regolarmente con diverse testate internazionali, tra cui Le Monde, The New Yorker, The Wall Street Journal, The New York Times e Internazionale. Nel 2018, ha ricevuto il Cnap Grant ed è stato nominato per Prix Elysee 2019-2020.
 

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