Celebrata a Torino la prima Giornata del Valore Alpino


È stata celebrata martedì 17 gennaio 2023 a Torino nell’Aula del Consiglio regionale del Piemonte la prima edizione della Giornata Regionale del Valore Alpino.

La Giornata Regionale del Valore Alpino è stata istituita in Piemonte dalla legge regionale n. 8 del 2022, voluta e presentata quale primo firmatario dal consigliere Davide Nicco e approvata dall’Assemblea di Palazzo Lascaris martedì 28 giugno 2022.

Il Piemonte ha voluto dedicare una giornata al valore alpino per promuovere su tutto il suo territorio la storia, il patrimonio culturale, l’impegno civile e i valori rappresentati sul proprio territorio dal corpo degli Alpini. La Giornata Regionale del Valore Alpinoviene celebrata simbolicamente il 16 gennaio di ogni anno, anniversario del giorno del 1943 in cui giunge alle truppe alpine piemontesi inviate in Russia con l’Armir l’ordine del ripiegamento generale.

L’idea di dedicare una giornata al valore alpino e assieme al rapporto speciale fra gli Alpini e il Piemonte è stata ispirata dal decano degli Alpini piemontesi: il sergente maggiore Giovanni Alutto, classe 1916, fra gli ultimi reduci della tragica Campagna di Russia dell’inverno 1942-43 e instancabile testimone dell’identità e dell’impegno degli Alpini, che ha voluto essere presente nell’aula di Palazzo Lascaris.

Alla cerimonia, presieduta dal presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, sono intervenuti il comandante della Brigata Alpina Taurinense, generale di brigata Nicola Piasente, il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Alpini Gian Mario Gervasoni e 16 sezioni Ana da tutto il Piemonte con i loro presidenti e i vessilli: Acqui Terme, Alessandria, Asti, Biella, Ceva, Cusio-Omegna, Domodossola, Intra, Ivrea, Mondovì, Novara, Pinerolo, Saluzzo, Torino, Val Susa e Vercelli.

Ma qual è lo spirito della nuova legge, e che cosa potrà essere realizzato attraverso di essa? Lo ha spiegato nel suo intervento in Aula l’ideatore e primo firmatario, il consigliere Davide Nicco: «Il suo scopo è duplice. In generale è quello di diffondere e tramandare il valore e i valori degli Alpini, specie tra le giovani generazioni. Valori quali spirito di servizio, amicizia, fedeltà alla Patria, senso del dovere, rispetto per l’autorità, solidarietà verso gli altri non sono valori soltanto militari ma, anzi, dovrebbero essere in primis valori civili maggiormente presenti anche nella società moderna e da trasmettere alle nuove generazioni. Più in concreto, la legge sosterrà i progetti che mirano alla diffusione di questi valori, come recuperare e valorizzare i simboli storici e i luoghi della memoria alpina del nostro Piemonte, in collaborazione con le Sezioni e i Gruppi Ana capillarmente distribuiti in tutto il territorio regionale e forti di oltre 60 mila soci».

Fondata nel 1919, l’Ana è una grande famiglia che a livello nazionale vanta oltre 320mila iscritti: raccoglie coloro che nel passato hanno svolto il servizio militare nel Corpo degli Alpini, ma si arricchisce sempre di numerosi amici e aggregati che ne condividono i tre principi fondamentali: Memoria, Solidarietà, Amicizia.

«A ciascuno di noi – prosegue Niccoe soprattutto a voi Alpini verrà sicuramente in mente una targa, un monumento, una lapide, un sentiero, un bivacco o un rifugio che fanno parte della storia degli Alpini e che avrebbero bisogno di un restauro, ma che troppo spesso gli enti istituzionali non riescono a curare adeguatamente: non per cattiva volontà, ma perché le priorità sono magari altre e manca quella sensibilità nei confronti di valori cui invece voi siete custodi».

Così dal 2023, grazie a questa legge, la Regione Piemonte erogherà concretamente fondi destinati a recuperare questi simboli e luoghi della memoria. Per il primo anno c’è già uno stanziamento di 100mila euro che sarà ripetuto ogni anno e, previa disponibilità di risorse, potrà essere aumentato. Il sostegno verrà erogato a quelle Sezioni e Gruppi alpini Ana che si proporranno e presenteranno progetti per il recupero di questi simboli.

Conclude Nicco: «Non si tratta quindi di “mance” o “marchette”, come è arrivato a definirle qualcuno. Ogni sostegno dato agli Alpini è un ottimo investimento per la comunità: perché se agli Alpini si dà un euro per uno specifico obiettivo pubblico – come abbiamo avuto occasione di vedere tantissime volte in occasione di emergenze e calamità naturali fino alla recente pandemia – la collettività di euro ne riceve indietro almeno due. A quell’euro gli Alpini aggiungono infatti il loro entusiasmo, la loro intraprendenza e molto spesso la loro opera volontaristica, facendo tutto più in fretta e meglio rispetto a quanto riuscirebbe a fare un ente pubblico».

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