Identità e vocazione del Canelli DOCG


La denominazione Canelli dimostra come le zone e i vigneti maggiormente vocati per il Moscato possano essere valorizzati attraverso un lavoro di divulgazione e approfondimento. Il racconto di sei vini provenienti da differenti settori e unità geografiche.

La Torre dei Contini è un luogo dove sembra che tutto nasca e tutto finisca.

Da un lato il Monferrato con Agliano, Nizza, San Marzano Oliveto e le loro barbera; dall’altro la Langa Astigiana, dove pinot nero e chardonnay si preparano a diventare bollicine. In mezzo, e ovunque, il moscato.

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La torre è un posto di avvistamento costruito a scopo difensivo nel 1585, oggi panoramico, al confine politico e geologico tra Monferrato e Langa. Da una parte caldo e ampie vallate, con limo, argilla e poca sabbia; dall’altra le colline più alte di Bubbio, Cassinasco, Loazzolo e valli strette, con bosco, sabbia e clima più fresco.

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Questo pezzo di Piemonte godeva di un sistema di allerta collegato fino al mare. Quando i saraceni sbarcavano nel mar Ligure il tam tam si propagava all’interno, perché sarebbero tranquillamente arrivati alla Madonna dei Caffi di Cassinasco e anche oltre.

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Questa è terra di moscato. L’Italia è il maggior produttore mondiale, nel solo Piemonte sono 10 mila gli ettari coltivati e il 57% dei vini bianchi della regione sono a base moscato. La produzione annua tocca gli 85 milioni di bottiglie, 50 di Asti, 35 di Moscato d’Asti.

A Canelli il Moscato è quasi mono cultivar, arrivando a toccare quasi il 90% della superficie vitata. Con la Valle Bormida e la Valle Belbo si sale a 500-800 metri, con aria più fresca e clima meno afoso.

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Nelle alture che danno verso lo spartiacque con la Liguria si moltiplica la pietra di Langa che riveste le costruzioni. È un esempio di come un problema possa divenire una risorsa, visto che ogni volta che si voleva creare un vigneto e si scavava, quelle comparivano dappertutto nel terreno.

A metà luglio Canelli ha accolto un fine settimana interamente dedicato alla cultura del vino. Con Sparkling Canelli – Bollicine a Canelli ha celebrato le denominazioni del territorio attraverso degustazioni, masterclass, incontri, musica ed esperienze diffuse nel centro storico e nelle Cattedrali Sotterranee.

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Promossa dal Comune di Canelli in collaborazione con i Consorzi di tutela e le associazioni dei produttori, l’iniziativa ha proposto un percorso di approfondimento e assaggio capace di ampliare l’informazione e la conoscenza del patrimonio vitivinicolo e culturale del territorio.

CANELLI DOCG – Identità e vocazione

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È stata una bella occasione per leggere, scoprire, gustare, in collaborazione con l’Associazione Produttori Moscato Canelli.

L’evento si è svolto nei locali della Cantina Coppo, partendo da un intrigante percorso attraverso le storiche Cattedrali Sotterranee, patrimonio UNESCO.

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Con la presentazione della Mappa del Canelli DOCG di Alessandro Masnaghetti è cominciato un viaggio nell’evoluzione e nei diversi caratteri del Canelli DOCG, esplorato sia nella versione classica sia in quella Riserva. In tutto sei vini provenienti da tre diverse aree di produzione, per comprendere l’eleganza, la freschezza e la complessità che differenti unità geografiche possono offrire.

Zipnews ha scritto QUI della mappa di Masnaghetti.  

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Nello scorso mese di aprile Zipnews ha raccontato QUI la versatilità del Canelli DOCG.

LA DEGUSTAZIONE DEL CANELLI DOCG

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L’assaggio si è svolto alla cieca, in abbinamento a proposte gastronomiche salate. 

La valutazione ha punteggi da 1 a 5, con 5 quale valore più elevato.

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Canelli DOCG 2025 L’Armangia

Dal settore settentrionale della denominazione, piena zona di Canelli, ecco un campione classicamente didattico che incarna tutte le sfumature del Moscato. È lieve al profumo ed elegante al sorso nelle note di pera e di salvia. Ha bella cremosità. Da 1 a 5: 4

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Canelli DOCG Riserva 2017 L’Armangia

La pera ritorna, con minore vivacità, nella riserva 2017 insieme alla freschezza dell’albicocca e agli sbuffi di zafferano e spezie dolci. È grasso e di buon equilibrio. Da 1 a 5: 3,5/4

Canelli DOCG 2025 Tenuta Il Falchetto

Immediatamente fruttato nella componente di pesca gialla in prevalenza, consistente e zuccheroso. Viene dal settore occidentale della DOCG, quello di Santo Stefano Belbo. Da 1 a 5: 3+

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Canelli DOCG Riserva 2017 Tenuta Il Falchetto

La riserva ha lo stile dolce del vino d’annata ma in meglio. Ha vivacità, ricchezza e spiccati sentori di miele di castagno. Da 1 a 5: 3,5/4

Canelli DOCG 2024 Gianmario Cerutti

I vini di questo produttore tendono ad uscire sul mercato dopo un periodo di ulteriore affinamento in vetro. In questo caso un anno in più, pur in un millesimo meno promettente, apporta complessità balsamica e offre un bell’equilibrio tra dolcezza e freschezza. Particolarmente apprezzabile la vena aromatica. Da 1 a 5: 4+

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Canelli DOCG Riserva 2019 Gianmario Cerutti

In questo caso una riserva con due anni in meno delle altre. Il vino è ricco, grasso, complesso, con la nota di zafferano molto presente. Molto elegante e fresco. I vini di Cerutti appartengono al settore meridionale, nella zona di Cassinasco. Da 1 a 5: 4

Fabrizio Bellone