ContemporaryArt 1180×45

Il nuovo bonus 600-1000 euro per le partite iva e non solo


Nei prossimi giorni, gli autonomi titolari di partita iva iscritti alla gestione separata dell’Inps, dovrebbero vedersi accreditare i 600 euro previsti per il mese di aprile dal Decreto Rilancio

Per il mese di maggio – ma i soldi arriveranno a giugno – il bonus salirà a 1.000 euro, ma solo per chi potrà dimostrare una riduzione del fatturato.

Per riduzione del fatturato, il Governo ha stabilito che si debba dimostrare una riduzione pari al 33 per cento del fatturato del secondo bimestre 2020 (marzo e aprile 2020) rispetto al medesimo bimestre 2019 (marzo e aprile 2019).

Sarà sufficiente un’autocertificazione all’Inps, che a sua voltà fara i controlli con l’Agenzia delle Entrate. Occhio a non “truffare” perché i controlli e le sanzioni saranno severe.

La terza tranche del bonus diventerà di 1.000 euro non solo per le partite Iva, ma anche per i Co.co.co., i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago, i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali.

Per i lavoratori del turismo dovrà essere necessario dimostrare di: “Aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1°gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.”

Ancora due tranche da 600 euro invece per gli iscritti alle casse pensionistiche delle diverse professioni che non afferiscono all’Inps e, novità del Decreto Rilancio, per le categorie di lavoratori esclusi dai benefici nel precedente decreto “Cura Italia”.

Per quest’ultimi si tratta dei lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo.

Dei lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020.

Dei lavoratori autonomi, privi di partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020 e alla stessa data devono risultare iscritti alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile.

Degli incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Tutti questi lavoratori, per godere del sussidio, non devono essere titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non devono essere titolari di pensione.

Leave a Reply