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Il nuovo videoclip del rapper Ghali “Barcellona” è stato girato al Museo del Risorgimento di Torino


Comincia con le sequenze girate al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino il videoclip di Barcellona, terzo brano estratto da DNA, l’ultimo disco del rapper milanese di origine tunisina, Ghali.

La facciata ottocentesca, i saloni del Museo, la meravigliosa Camera dei deputati del Parlamento Subalpino e la monumentale Aula del Parlamento Italiano sono stati il set del videoclip che è “il film” del brano Barcellona.

La regia di Giulio Rosati ha un sapore davvero cinematografico e rende omaggio a pellicole che hanno fatto la storia del cinema, da Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders a The Dreamers di Bernardo Bertolucci.

Lo stesso Ghali compare nelle scene girate al Museo Nazionale del Risorgimento, in Sala Codici, nelle vesti del narratore intento a scrivere su una pergamena una storia d’amore atipica e travolgente con al centro due giovani. E come i due protagonisti indossa delle grandi ali che sembrano contrastare con lo sfondo, ma che invece rappresentano la magia di sentirsi unici e speciali in mezzo a tutti e tutto, come angeli.

L’incontro tra Ghali e il Museo Nazionale del Risorgimento è avvenuto grazie alla Film Commission Torino Piemonte.

Le riprese sono state realizzate lo scorso 15 settembre e sono durate un’intera giornata. Vi ha partecipato anche una squadra di stuntman per girare la scena dell’angelo che si affaccia dalla balaustra di Palazzo Carignano su piazza Carlo Alberto. Una scena che ha lasciato senza fiato le tante persone che transitavano dalla piazza.

Ci fa davvero piacere che il nostro Museo particolarmente attento al pubblico giovanile abbia accolto un artista sensibile e impegnato come Ghali – dichiara il direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano Ferruccio Martinotti – Un incontro che può solo arricchire chi si lascerà incuriosire e attrarre dal messaggio che ne deriva: non esiste la separazione tra cultura alta e cultura bassa. Esistono diverse forme di espressione che possono e devono dialogare fra loro”.

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