“Il Piemonte eccellenza del gusto”: intervista al Presidente Cirio


Nostro ospite alla postazione Podcast Live Zipnews nello stand della Regione Piemonte durante l’evento internazionale Terra Madre Salone del Gusto, il presidente Alberto Cirio ha descritto Torino come il fulcro dell’identità italiana, collegando i valori storici e spirituali della città all’importanza della sovranità alimentare. Questa la nostra intervista completa.

Siamo nel cuore di Torino per parlare di cultura enogastronomica, agricoltura e cibo, in questo stand dal nome Eccellenza Piemonte.


Siamo nel cuore dell’Italia, mi permetto di dire, perché siamo in una piazza che a pochi metri da noi vede Palazzo Reale dove c’erano i Savoia. Accanto a noi c’è l’Archivio di Stato (oggi Prefettura); davanti a noi c’è Palazzo Madama, primo Senato d’Italia; alla nostra destra c’è il Duomo di Torino dove riposa la Sacra Sindone. Visto che il mondo secondo me è fatto di valori — e di valori anche identitari —, il pezzo della storia sabauda del Piemonte, il pezzo delle istituzioni democratiche di un Paese con il Senato e la Sacra Sindone a ricordare la nostra identità cristiana sono tutti e tre valori importanti. In mezzo, il cibo ci sta alla perfezione, perché il cibo è territorio, identità e sovranità alimentare, così come ci ha ricordato per primo proprio Carlin Petrini.

E in questo stand si parla di tanti temi: abbiamo i panificatori al nostro fianco, abbiamo anche un bellissimo bosco, oltre all’area talk...

Questo stand vuole essere uno spazio di degustazione dedicato quest’anno al pane e ai nostri panificatori, che sono eccellenti, legato alle farine. Dall’altra parte c’è uno spazio espositivo che ci dà la possibilità di ospitare — come sta avvenendo in questo momento — e presentare i più grandi eventi che si svolgono non solo in Piemonte, legati al cibo. E poi abbiamo uno spazio, il bosco: il bosco che è il luogo della biodiversità, della scienza, della ricerca e della cultura. Si parla di api, si parla di tutto ciò che è diverso e che è bene che rimanga diverso proprio per garantire la bellezza della natura che ci circonda.

Tornando a questa mattina ricca di appuntamenti e incontri, è stato con noi anche il ministro Lollobrigida, che ha parlato ovviamente in particolare dell’agricoltura, dicendo che va protetta e che proteggerla oggi è un “atto rivoluzionario”.

Lo diceva Carlin Petrini. Carlin diceva che lui aveva fatto la rivoluzione negli anni ’70, però i rivoluzionari di allora, i giovani, erano tutti tristi, arrabbiati e incupiti. Mentre la rivoluzione che chiediamo ai giovani di oggi è una rivoluzione che si può fare con il sorriso, che si può fare con il cibo: con il cibo buono, con il cibo pulito — cioè che ha rispettato l’ambiente — e con il cibo giusto — cioè che non ha sfruttato nessuna persona in tutta la sua filiera, dalla produzione alla commercializzazione, al consumo finale. Questo è il segreto di Terra Madre e anche il segreto del successo del food italiano e del food piemontese, perché l’agroalimentare piemontese è un elemento di grande eccellenza: qui è racchiuso il 20% di tutti i prodotti a denominazione d’origine d’Italia, nello scrigno piemontese.

IMG-20260924-WA0013-1024x768 "Il Piemonte eccellenza del gusto": intervista al Presidente Cirio

Assolutamente. Per chiudere, lei ha citato i giovani: le vorrei chiedere, magari in un minuto, se dovesse convincere i giovani di oggi a entrare nel mondo dell’agroalimentare, che cosa si può fare e che cosa si deve fare?

Io ai giovani posso dire quello che sono io. Io sono figlio di non contadini: mio papà era un ragioniere, mia mamma è una maestra, mentre i miei nonni erano contadini. Io ho fatto il liceo classico, ho studiato giurisprudenza per fare l’avvocato e poi, dopo un po’ di anni, ho preso l’attività agricola dei miei nonni e oggi sono un imprenditore agricolo che coltiva nociole. Allora, quello che ho fatto per me lo consiglio anche agli altri, perché vivere in una terra di eccellenza come il Piemonte e poter fare il contadino e l’agricoltore con le strumentazioni e la tecnologia di oggi — e con la certezza che qualsiasi cosa tu produca (una mela, un kiwi, una nocciola, l’uva o il riso) sia tra i migliori del mondo — è una garanzia anche di un ritorno economico, al quale bisogna essere molto attenti. Perché mio nonno diceva: “Per fare il contadino bisogna avere passione, ma non bisogna fare compassione”. In queste parole — passione e compassione — c’è il giusto prezzo che dobbiamo pagare ai contadini per il loro prodotto.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALBERTO CIRIO.