
Maria Grazia Cucinotta torna a teatro con “La Moglie Fantasma” al fianco di Pino Quartullo. Uno spettacolo, che andrà in scena domenica 1 marzo al Teatro della Concordia di Venaria Reale, che mescola commedia, giallo e suspance. Questa la nostra intervista a Maria Grazia Cucinotta.
Maria Grazia, “La Moglie Fantasma” è il tuo ritorno a teatro. Com’è nata questa possibilità?
Mi è stato proposto da Pino Quartullo perché erano anni che mi seguiva. Mi ha convinto perché la storia è una commedia gialla, piena di colpi di scena, divertente e movimentata. Questa sceneggiatura è tratta da un film ed è molto cinematografica, anche per questo ne sono rimasta affascinata.
E’ una delle tue prime volte a teatro.
Io non ho mai fatto teatro prima, tempo fa avevo accettato di fare una piccola cosa con Vittoria Belvedere e Michele Andreozzi, una commedia a tre donne: era la prima volta. Possiamo dire che ho debuttato al teatro a 50 anni.
E quindi il teatro ad una carriera come la tua che cosa aggiunge?
Devi confrontarti ogni giorno con un pubblico diverso, capire i momenti, interagire direttamente con loro, che è diverso quando fai il cinema. Perché nel cinema ci sei solo tu-attore, una camera e poi tutto dipende dal montaggio e dall’occhio del regista. A teatro invece c’è l’occhio del pubblico ed ognuno di loro ti vede in un modo diverso. e quindi bisogna cercare di assecondare i gusti di tutti.

Nella tua ricca carriera hai avuto tanti incontri importanti. Uno che mi ha colpito particolarmente è stato quello con Spike Lee…
Con Spike Lee ho prodotto un film che si chiama All The Invisible Children dove lui ha diretto in un modo magistrale questa bambina che scopre di essere sieropositiva. C’era soprattutto una scena di questo corto che veramente ti faceva riflettere: ti metteva davanti questa condizione, una condizione di una bambina che, nonostante fosse in una famiglia benestante, viveva la sieropositività.
E a proposito del tuo percorso da produttrice, qual è il primo elemento che ti suggerisce di puntare su una storia?
La storia mi deve mi deve emozionare.
Solo quello?
Mi deve emozionare perché comunque quello è la base di tutto. Se la storia funziona sai che il film funzionerà, invece se la storia non funziona si rischia di fare un puzzle senza senso.
Nella tua carriera hai avuto tanti ruoli tra produttrice, attrice di teatro, il cinema e la televisione. C’è un ruolo che vorresti fare o che sogni di fare?
Ho fatto di tutto: dall’essere disegnata nei Simpson alla voce dei cartoni animati, quindi sono appagata dal punto di vista professionale. Logicamente non smetto mai di sognare. Mi piacciono le storie e sono sono una visionaria quindi quando leggo un libro, riesco a vederne già un film. Dunque ci sono tante cose che vorrei: vorrei che i giovani avessero più cultura sulla cinematografia italiana e non soltanto su quella estera e che anche i nostri attori venissero valorizzati, così come quelli americani. La nostra cultura cinematografica non viene mai studiata nelle scuole e questa è una grande pecca.
Questo riguarda soprattutto i giovani.
I giovani ormai guardano TikTok ma non sanno che i nostri registi sono stati maestri anche agli americani e non lo sanno perché non si studia nelle scuole.
Negli ultimi anni ti sei occupata anche di cucina e di cibo soprattutto in televisione. Qual è il tuo rapporto con la cucina?
Devo dire che sono molto molto viziata. Per noi il cibo è vita, cioè se una persona non mangia per noi è malata e quindi va curata con il cibo. Logicamente il cibo è la cura di tutto, è l’accoglienza, il modo di farti sentire a casa, il modo per viziarti e coccolarti.

E l’idea di un programma di cucina?
E’ nata da un’ospitata che avevo fatto per caso per un programma televisivo. Avevamo cucinato insieme alla conduttrice, il programma era andato bene, il produttore mi ha proposto di fare una trasmissione, mi ha detto: “tu sai cucinare bene e nessuno conosce la Maria Grazia che arriva col grembiule e ti accoglie a casa con la pizza o la pasta con le melanzane e quindi è bene che anche la gente veda la persona al di là della del tuo essere glamour star. Mi sono divertita, ho imparato un sacco di ricette nuove, mi sono messa di nuovo alla prova su un qualcosa che non mi apparteneva.
Infine, ritornando allo spettacolo che ci sarà domenica a Venaria, ti chiedo almeno un motivo per il quale inviti il pubblico a seguire lo spettacolo.
Perché si divertiranno come matti. Abbiamo degli attori fantastici in compagnia e sono tutti sono tutti straordinari, talmente straordinari che io da fantasma tante volte non potendo interagire li guardo, li osservo e sono spettatrice del mio stesso spettacolo perché mi diverte molto e faccio anche fatica a volte a non scoppiare a ridere in faccia ad ognuno di loro.