Juve: lo stile che brilla in un momento buio

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Logo-il-punto-nel-pallone-300x275 Juve: lo stile che brilla in un momento buio
Pare sia (relativamente) facile mostrare stile nei momenti in cui tutto va bene. Un po’ difficile tutto ciò è quando le cose non vanno: quando può non essere così ovvio dimostrare che un cavaliere – come si suol dire – rimane cavaliere anche quando cade da cavallo.

Di tutto ciò ha invece dato prova oggi la Juve. C’era uno volta lo “stile Juventus”, per l’appunto; mai dimenticato in realtà, ma forse un po’ meno citato, visto che non sono più i tempi – era il 1988 – in cui Giovanni Agnelli spediva Rui Barros a tagliarsi i capelli subito dopo la firma del contratto…

Certo, l’Avvocato si rivolterà nella tomba a vedere dal cielo certi tatuaggi full body, non propriamente in voga ai tempi di Sivori, di Bettega o di Scirea. Né questi signori del calcio si sarebbero sognati di guidar brilli e finire fuori strada (anche se certe cose succedevano anche ai bei tempi andati: esempio a Law e Baker del Toro, anno 1961…). Insomma, molte cose non ci sono né torneranno più; c’è ancora, invece, la capacità di mostrare stile anche in uno dei momenti calcisticamente più difficili della storia bianconera recente.

La classifica più grigia – a questo punto del campionato – da quarantacinque anni a questa parte; Stefan Lichtsteiner sottoposto ad accertamenti al cuore; la panchina di Allegri che traballa un po’. In questo scenario, Martin Cáceres finisce fuori strada subendo la sospensione della patente e il fermo amministrativo della Ferrari.

Orbene, nel giorno di una Champions League in cui la Juve può e deve brillare come a Manchester la società opta per l’estromissione temporanea dell’uruguaiano della rosa. Per la serie: anche – e soprattutto – quando sono acciaccate, le Signore sono sempre signore, e certe cose a casa loro non si fanno. Elegante e raffinato, sorride un Avvocato da lassù…

Roberto Codebò

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