ContemporaryArt 1180×45

Juventus, i conti non tornano. Dai diritti TV al titolo in borsa


Un’eliminazione molto amara, quella della Juventus in Champions League, non solo per tifosi e giocatori.
Il calcio, inutile sottolinearlo, è ormai questione di interessi. E allora ecco che, tirando le somme, la mancata qualificazione ai quarti di finale di Champions League è costata molto alle casse di casa Agnelli. Il bonus di accesso ai quarti di finale della competizione più ambita d’Europa è di 10 milioni di euro, stessa cifra che il club bianconero avrebbe incassato dai diritti tv, per un totale stimato intorno ai 20 milioni di euro.
Certo è che in caso di raggiungimento della finale gli incassi sarebbero stati notevolmente superiori, circa 70-80 milioni di euro in più.

Con un monte ingaggi molto elevato, aumentato ulteriormente quest’anno con l’arrivo di De Ligt (12 milioni netti l’anno), Rabiot e Ramsey (7 milioni netti ciascuno), Danilo (5 milioni netti) e con il ritorno di Higuain (7,5 milioni netti per lui), il conto economico dei bianconeri non può che chiudere in rosso.
Tralasciando l’ingaggio di Ronaldo, 31 milioni netti l’anno, che è un discorso a sè, un investimento mirato soprattutto ad aumentare l’immagine della Juventus nel mondo e ad incrementare il merchandising bianconero, una squadra con un monte ingaggi simile (in Europa solo Real e Barca superano i bianconeri in questa speciale classifica) deve raggiungere determinati obiettivi per non chiudere in rosso.

Da qui nasce una reazione a catena: l’eliminazione dalla Champions e la conseguente previsione di un bilancio in rosso portano gli azionisti a cedere le azioni, facendo crollare il titolo “JUVE.MI” in Borsa.
Basti pensare che venerdì alle 17:59 (venerdì ore 18:00 è l’ora di chiusura settimanale della Borsa Italiana) il titolo bianconero veniva scambiato a 0.9224, mentre lunedì mattina alle ore 9:15 (lunedì ore 9:00 è l’ora di riapertura settimanale della Borsa Italiana) il titolo valeva appena 0.8172, con un ribasso dell’11,4%.


Viste le ambizioni del club e, constatato il “fallimento sportivo” della squadra nell’anno calcistico con la “sola” vittoria del tricolore, l’andamento del titolo azionario negli ultimi 12 mesi non lascia spazio ad interpretazioni. Lo scorso 11 Agosto il valore di una singola azione era di 1.3870, mentre il valore attuale si aggira intorno allo 0.8778, un crollo del 36,7% in un anno. Un anno particolare, è giusto sottolinearlo, con molteplici fattori che hanno influenzato il bilancio bianconero, e non solo i mancati successi. Il Lockdown, e la conseguente chiusura degli stadi con una riduzione di introiti del 25% circa, sono stati una mazzata per la Juventus, così come per tutti gli altri club.

Ora, per ripartire nel giusto modo, servirà sfoltire gli esuberi in rosa, sopratutto quelli che percepiscono stipendi ammazza-bilancio senza garantire rendimento.

Leave a Reply