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Juventus surclassata dalla Dea: qualcosa non va

Posted On 31 Gen 2019
Era solo questione di tempo.
Dopo diverse partite giocate in maniera blanda, ma  vinte dai bianconeri, arriva la prima vera batosta stagionale.
Perchè se è vero che, come ribadito più volte da Allegri, fino ad ora la Juve aveva perso solo le parite “meno importanti e decisive” in questa stagione, questa volta la sconfitta pesa, eccome!
Non solo per il 3-0, passivo molto pesante, con cui la squadra di Gasperini ha demolito quella di Allegri, ma anche perchè in uno scontro diretto non c’è modo di rifarsi.
Ecco dunque svanire, per il quinto anno consecutivo, il grande sogno del triplete.
MA QUALE TRIPLETE?
In effetti, vedendo il gioco della Juventus nell’ultimo periodo, il triplete era impensabile, verrebbe anzi da domandarsi come faccia ad avere un tale distacco dalle inseguitrici in campionato.
La partita di ieri sera infatti, dopo la prova flebile di Domenica con la Lazio vinta per l’ennesima volta solo ed esclusivamente grazie a due giocate dei singoli, ha messo in luce un’Atalanta dominante sotto tutti gli aspetti: una squadra più fisica, più affiata, con più grinta ed un gioco molto più fluido e dinamico. Confrontando le rose delle due squadre ci si chiede come sia possibile tutto ciò.
Dopo un ottimo avvio di stagione la Juve è tornata a praticare un gioco remissivo e intuibile al contrario della Dea, molto più arrembante e spavalda, sebbene pur sempre organizzata.
Certo è che non sempre può andare bene, non sempre si possono vincere le partite giocando male, o addirittura non giocando affatto: contro la Lazio il primo tiro verso lo specchio è arrivato al 72′ ed è valso il pareggio, mentre ieri sera i bianconeri non si sono resi pericolosi praticamente mai.
De Sciglio improvvisato centrale di difesa sa di mossa presuntuosa, il centrocampo è statico e non fa girar la palla e Dybala in quella “posizione” di tuttocampista è un grande spreco.
Ronaldo là davanti è sempre solo e, sebbene dieci anni fa anche da solo facesse la differenza, ora, a quasi 34 anni, in quel modo non là può più fare, ha bisogno di una SQUADRA al suo seguito.
Già, una squadra, perchè se andiamo a riguardare il Barcellona ed il Bayern Monaco del triplete quello erano, una squadra, una corazzata che imponeva il proprio gioco.
Preoccupa anche l’infermeria sempre più folta (come tutti gli anni in questo periodo di stagione) dove a Mandzukic, Cuadrado, Bonucci e Barzagli ora si aggiunge anche Chiellini, con la doppia sfida contro l’Atletico Madrid alle porte.
Qualcosa non va…
Davide Clivio
L'autore

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