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La Festa del Piemonte all’Assietta quest’anno sarà virtuale


“Bogianen”, il soprannome dato ai piemontesi, sembra che derivi da una frase del comandante delle truppe sabaude durante la battaglia dell’Assetta, nel 1747, durante la guerra di Successione Spagnola.

ll Conte di Bricherasio, generale delle truppe piemontesi di stanza sull’Assietta, si rese conto che la situazione stava diventando difficile e diede così l’ordine ai soldati che si trovavano sull’Assietta di ritirasi sul Grand Serin e trovare riparo. Le truppe, capitanate dal Conte di San Sebastiano non vollero ritirare e rimasero ai loro posti. Si racconta che il Conte di San Sebastiano rispose alla richiesta di ritirata con le parole “Nojàutri bogioma nen” (noi non ci muoviamo).

La battaglia si concluse nella notte con una vittoria delle truppe piemontesi sui francesi nonostante un’importante differenza numerica che vedeva in netta inferiorità gli uomini di Carlo Emanuele III.

Si narra che la vicenda ed il coraggio dimostrato dai soldati piemontesi si diffuse in vari ambienti militari europei tanto da portare, sempre secondo i racconti, il Re di Prussia, impegnato in quel momento storico contro il Piemonte, ad esclamare a proposito dei soldati piemontesi: “Se Noi disponessimo di un esercito di tale valore, conquisteremmo l’Europa”.

Non si sa se la frase “Nojàutri bogioma nen” sia realmente stata detta dal Conte di San Sebastiano, ma realmente le truppe piemontesi si dimostrarono in quel frangente di un coraggio, eroismo e patriottismo incredibile tanto da meritarsi il titolo di “bogianen” inteso nella sua accezione più alta e nobile di risoluti e coraggiosi.

La battaglia dell’Assetta si svolse il 19 luglio del 1747 e viene celebrata da cinquantadue anni, come Festa del Piemonte al Colle dell’Assietta.

Quest’anno le norme Covid non la permettono e allora la Città Metropolitana di Torino la celebrerà con la trasmissione di video, realizzati nei giorni precedenti e diffusi sui canali Facebook e Youtube del Comitato organizzatore. 

Questa del 2020 doveva essere un’edizione speciale, nell’anno in cui si celebra il cinquantenario dall’istituzione della Regione Piemonte, con il coinvolgimento dei figuranti del Coordinamento Rievocazioni Storiche del 1600 e 1700, supportati da gruppi storici provenienti da altre nazioni europee. 

Sarà rimandata al prossimo anno.

La storia dell’evento

La battaglia del Colle dell’Assietta del 19 luglio 1747 fece seguito a una lunghissima serie di schermaglie tra francesi e piemontesi. Nei giorni precedenti lo scontro i piemontesi collocarono una serie di trinceramenti nel piano dell’Assietta, visibili dal contrafforte fra il Colle del Sestriere e la Testa del Gran Serin, che divide la Val Chisone dalla Valle di SusaI piemontesi affidarono il comando al tenente generale Giovanni Cacherano, conte di Bricherasio, che, oltre alle truppe piemontesi regolari, poté contare sull’apporto delle milizie valdesi del Pinerolese e dell’alta Val Chisone, mentre quattro battaglioni austriaci, guidati dal generale Colloredo, arrivarono a rinforzo delle posizioni. Le postazioni piemontesi erano disposte a semicerchio su di una cresta ristretta e si appoggiavano alla Testa dell’Assietta e alla Testa del Gran Serin. L’assalto dei francesi fu lungo e spietato, ma, grazie all’eroica Compagnia Granatieri del 1° battaglione delle Guardie, poi rinforzata dalla Compagnia Granatieri del Reggimento provinciale di Casale, i francesi furono fermati. I transalpini, dopo aver rimpiazzato i combattenti in prima linea con truppe fresche, continuarono nell’assalto, ma i granatieri piemontesi, anche se erano privi di munizioni, li attaccarono facendone strage. Al tramonto, l’esercito francese, ormai esausto, si ritirò dal campo di battaglia, lasciandosi dietro 5.300 soldati, 439 ufficiali, tra cui due generali, cinque brigadieri e nove colonnelli, mentre i piemontesi persero solo sette ufficiali e 185 soldati e gli austriaci due ufficiali e 25 soldati.

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