
Dopo il successo di Gusto Festival le materie prime della popolosa cittadina alle porte di Torino sono nobilitate da Fabrizio Lamberti al Vin Bistrot.
Una sera di metà novembre e una cena speciale, con le specialità più note di Moncalieri abbinate ai vini del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Se per Moncalieri il mese di ottobre ha rappresentato l’occasione di mettere in vetrina le sue eccellenze gastronomiche attraverso Gusto Festival, la serata organizzata al Vin Bistrot lo scorso 18 novembre ha fatto comprendere che è giunta l’ora di valorizzare in pianta stabile quei prodotti nei ristoranti cittadini.
A farlo è Fabrizio Lamberti, chef patron del Vin Bistrot, a due passi dalla storica piazza del Mercato del Bestiame.

Lamberti ha messo in tavola una cena dal menu interamente dedicato a Moncalieri e preparato con le eccellenze locali. Un omaggio alla città per via delle specialità nate qui e di ingredienti che, se non sono a Km.0, non sono molto lontani.
Spazio quindi all’utilizzo di Lardo, Salsiccia e Trippa di Moncalieri. In più piatti, singolarmente o in combinazione con altri prodotti.
Fondamentale l’apporto delle aziende del territorio, su tutte il Salumificio del Castello e La Tripa ‘d Muncalé.
Per valorizzare al massimo le tipicità locali Fabrizio Lamberti si è servito di altre materie prime di qualità, alcune delle quali in arrivo da Cocconato d’Asti. Ecco, dunque, le farine di Cascina Corte; le nocciole dei Fratelli Rocca, Maciot e Marvé; la robiola del Caseificio Balzi; vini e grappe del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
L’idea non è quella di servire soltanto una cena, ma di inserire nella carta del ristorante le proposte più riuscite.

«È bello vedere come la rete cittadina sappia rispondere con entusiasmo alle iniziative che stiamo costruendo – afferma Paolo Montagna, sindaco di Moncalieri -. Non era scontato che la nostra città, con i suoi prodotti locali, potesse mettersi a tavola e in mostra portando con sé la sua identità e provando a costruire sulla propria storia anche un pezzo di futuro. Noi ci crediamo, molto. Questo posto e questa città hanno una storia e un futuro che vanno raccontati».
IL MENU DI MONCALIERI
Già dalla partenza, con il benvenuto dello chef, Fabrizio Lamberti dimostra di fare sul serio.

Grissino con lardo di Moncalieri al tartufo

Robiola di Cocconato

Castagna e lardo di Moncalieri
Segue la Trippa di Moncalieri croccante in due declinazioni.

Sono due pezzi di trippa fritta, una con farina di riso e Manitoba, l’altra con farina di mais.
Poi arriva il tortino di trippa di Moncalieri con crema di fagioli e chutney di peperoni. Una delle portate più riuscite.

Il giro di antipasti si chiude con cotechino di Moncalieri, purea di patate, mele al ginepro.

Il cotechino di Giampiero Loprete è favoloso, speziato con cotenna di suino e cotto due ore a 60°. Non è invadente, non ha trascinamento dolciastro, non è inutilmente grasso. È ottimo mangiato anche da solo. La purea è molto liquida e ricorda una maionese di patate, le pere danno acidità al piatto.
Poi arriva la Carbonara di Moncalieri.

Qui c’è tutta l’inventiva e la ricerca di Fabrizio Lamberti. Una rivisitazione del celeberrimo primo romano, nel quale sostituisce il guanciale con il lardo di Moncalieri.
Un’interpretazione di carbonara dove anche la pasta ha la sua storia. È una pappardella larga e abbastanza spessa, solida, ricca di uova come piace in Piemonte.

Il lardo è croccante, uova e grana sono aggiunti a freddo.
Un ottimo lavoro, la proposta più azzeccata della serata.
Non si finisce di assaggiare, perché ora è il turno dei tortelli gastronomici di farina di fagioli ripieni di trippa alla savoiarda.

La pasta è molto spessa, aspetto dovuto probabilmente alla tipologia di farina utilizzata. All’interno una crema dove la trippa si sente immediatamente, in modo netto, ma anche tanto aglio.
Dopo qualche boccone l’aromaticità dell’aglio supera il sapore della trippa e può venire in mente la bagna cauda. Una scelta interessante, che va ulteriormente bilanciata.
Anche il caponet in pasta sfoglia al burro con fonduta allo zafferano merita l’assaggio.

Il caponet di per sé è fantastico: speziato, morbido, umido. Realizzato con verza, salsiccia, lardo di Moncalieri e ginepro, nobilita pienamente le materie prime del Salumificio del Castello.
La crosta di sfoglia di burro non mi convince appieno. È buona, ma eccessiva, anche sul piano visivo.
La fonduta allo zafferano colora bene il piatto ed è lieve nel sapore. Ne avrei gradito di più.

Per predisporsi al dolce ecco una gelatina al vermouth che va giù in un unico boccone.
Torta di nocciole e zabaglione è il dessert della serata.

La torta è in due versioni, una con le nocciole tostate, l’altra senza tostatura. Una bassa, soffice e croccante; l’altra più elastica e molto marcata dalla nocciola. Lo zabaglione è leggero e si abbina alla perfezione. Un ottimo finale.
I VINI DEL CONSORZIO COCCONATO RIVIERA DEL MONFERRATO
La serata rappresenta una splendida occasione per avvicinare alcune aziende che condividono l’esperienza del Consorzio.

Il Viognier Pinella Bio di Poggio Ridente è ricco e avvolgente.
Il Monferrato Chiaretto Vin Gris 2024 del Benefizio di Cocconito è verticale e fresco.
La Bonarda Piemonte di Marovè arriva da un reimpianto di sette ettari. Appena vivace, è piacevole per l’intensità dei suoi piccoli frutti rossi.
Da Marovè arriva anche il Monferrato Dolcetto 2023. Anche qui un bel frutto nel quadro di un vino facile da bere per la gradazione non elevata.
Il Grignolino d’Asti di Poggio Ridente viene da una vigna vecchia di 70 anni. È perfetto sulla carbonara, anche lui con il suo bel fruttino.
Da Poggio Ridente assaggio anche il Ruchè San Marziano. Coltivato a Viarigi su suoli dalla vena argillosa dimostra struttura e buona verve alcolica.

Mi piace molto la Barbera d’Asti 465 di Maciot. Solo cemento, biodinamico, con profilo olfattivo di ottima intensità. Si fa bere davvero bene.
La Barbera d’Asti Superiore Cocconito 2021 del Benefizio di Cocconito affina otto mesi in botticelle piccole. Ha grande acidità e lunga vita davanti a sé.
Chiudo con il Monferrato Nebbiolo Superiore Nobil di Maciot. Tre anni di affinamento in legno ne fanno un vino molto speziato, tannico e piuttosto alcolico.
IL VIN BISTROT
Dalla nonna materna di origini pugliesi Fabrizio Lamberti impara, da bambino, a fare le orecchiette in casa.
Dopo gli studi all’istituto alberghiero ed una prima esperienza in gastronomia, la vita porta Fabrizio a percorrere altre strade.
Torna alla cucina una decina di anni fa, quando apre il Vin Bistrot come locale dove consumare aperitivo e merenda sinoira.

Dopo cinque anni lo trasforma in un ristorante, ma non ne modifica il nome.
Qui si trovano in carta alcune delle proposte descritte sopra, oltre ad altre idee trasformate in piatti dallo chef.
A pranzo si sceglie da una carta ridotta o ci si affida al business lunch con due piatti, acqua e caffè a 27 euro.
Alla sera la carta è più ampia. In alternativa c’è un ricco menu degustazione a 50 € che comprende amuse bouche, due antipasti, due primi, un secondo, pre dessert e piccola pasticceria.
La carta dei vini ha un centinaio di referenze che spaziano attraverso il Piemonte.
Aperto il martedì a pranzo; dal mercoledì al sabato a pranzo e cena. Chiusura domenica e lunedì.

DOVE
Vin Bistrot
Via Montebello, 4 – Moncalieri (To)
tel. 3917601868
Fabrizio Bellone