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La sindaca Appendino in diretta su nuovo piano regolatore, ATP Finals e smart working [video]


Nuovo appuntamento in diretta con la sindaca di Torino Chiara Appendino ai nostri microfoni. Ecco i principali temi trattati.

È stata da poco annunciata la revisione del piano regolatore, una novità molto importante.

Abbiamo un piano regolatore che sembra uno strumento tecnico ma in realtà è uno strumento fortemente strategico per rendere il territorio attrattivo. È stato approvato nel 1995 e disegnato nel 1991 ma tutti sappiamo quanto è cambiata la città in questi anni e quanto cambierà in futuro. Il piano regolatore accoglie questa sfida e ha un risvolto pratico importante. Ad esempio oggi il nostro piano non contempla l’e-commerce. Quindi un’azienda che vuole lavorare in questo ambito deve chiedere una variante e sono necessari due anni per un’autorizzazione di questo tipo. Un piano regolatore flessibile, più semplice e adatto ai tempi che stiamo vivendo permette di migliorare la qualità della vita della nostra città ma anche alle aziende di potersi insediare più velocemente.

Molti investimenti del Comune di stanno concentrare su nuovi parchi e aree verdi. Uno di questi quello del Parco Sangone.

Raccoglie due sfide del piano regolatore. Da un lato quella di una città policentrica, che in ogni area sia appetibile, dall’altro una grande attenzione al verde. Si tratta di un investimento importante da circa 1 milione di euro. Si interverrà sull’area del parco nell’area tra il ponte di corso Unione Sovietica e il Mausoleo della Bela Rosin.

Il Covid ha messo in evidenza alcune problematiche storiche come quella della fissa dimora. Recentemente è stato approvato un provvedimento per dare accoglienza nelle strutture cittadine.

Durante l’emergenza abbiamo avuto grandi difficoltà per la questione dei senza fissa dimora. Il tema ha posto due questioni: la prima che Torino attrae da tutta la regione chi è in difficoltà perché la città è completa dal punto di vista dei servizi. Il secondo tema è che è cambiata anche l’esigenza. La scelta è stata di prolungare fino al 31 luglio l’apertura dei dormitori h24 ma la grande novità è che stiamo lavorando per far sì che il servizio h24 diventi una scelta strutturale per dar vita ad un percorso che metta al centro le esigenze delle persone. Stesso discorso per Torino Solidale che dovrà diventare una rete strutturale per accogliere nuclei familiari che avranno bisogno di sostegno.

La città sta cambiando rapidamente anche nel look. Vediamo sempre più spesso grandi murales. C’è un progetto a proposito.

È un progetto fiore all’occhiello della città. Si tratta dei vent’anni di Murarte. Si vedranno diversi murales, alcuni dedicati all’emergenza Covid e a quello che ci ha insegnato. Nel frattempo stiamo anche lavorando con Fondazione Contrada per rimettere a posto i nostri portici: dopo via Po stiamo sistemando via Sacchi. Da un lato quindi vogliamo dare spazio alla creatività, dall’altro recuperare la tradizione.

Alcuni ascoltatori ci segnalano che non sono ancora stati rimborsati gli abbonamenti Gtt.

L’impegno dell’amministrazione c’è ma bisogna aspettare il 18 luglio per la conversione del decreto che definisce in modo chiaro le regole. Se partiamo oggi con i rimborsi rischiamo di fare un qualcosa di non coerente con le disposizioni a livello nazionale.

C’è una grande attesa per le ATP Finals di tennis e tutti i progetti connessi. Puoi darci qualche anticipazione?

Stiamo lavorando molto perché è un evento molto impattante per la città che avverrà per cinque anni consecutivi. In questi giorni è stato pubblicato il bando per la costruzione del Master Plan. Hanno partecipato dieci cordate. Entro fine luglio avremo i dettagli del Master Plan e poi inizieremo con tutti i lavori connessi. Ad esempio le ATP porternno alla trasformazione dell’area Combi abbandonata da anni. Ad inizio settembre ci sarà una presentazione dei vari progetti. Sarà un evento molto importante perché Torino per cinque anni farà il giro del mondo

Smart working: alcuni numeri sulla situazione cittadina.

Attualmente abbiamo fatto rientrare il 60% del personale. Questo è stato possibile perché ci siamo strutturati a livello di sicurezza. In generale dobbiamo dire chiaramente che nel periodo di pandemia non è stato smart working ma l’unico modo per lavorare, quindi ci siamo adattati. Quando si parla di smart working si parla di dematerializzazione di un processo, di contratti di lavoro adeguati e di persone che non abbiano problemi di gestione casalinga. Già prima dell’emergenza Covid avevamo 500 persone in smart working e manteniamo il piano di arrivare nei cinque anni a 1.500.

Domani si gioca il Derby della Mole, una sfida insolita dato che non è mai successo si giocasse senza i tifosi…

Lo vedrò a casa con mio marito e mia figlia. Sarà un derby diverso che però non perde il fascino tradizionale. Speriamo comunque di poter tornare al più presto a poter frequentare lo stadio in sicurezza.

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