La vendemmia del Brachetto non teme la siccità


I primi dati sulla raccolta 2022 sono incoraggianti. Le uve sono sane e il Consorzio dei Vini d’Acqui si attende ottimi vini.

Il grande caldo del mese di luglio e, in generale, la scarsità di acqua dalla primavera in avanti avevano lasciato i viticoltori di Brachetto in grande apprensione. Invece le prime indicazioni della vendemmia 2022 sono confortanti.

Afferma Paolo Ricagno, presidente del Consorzio dei Vini d’Acqui: «I presupposti per imbottigliare ottimi vini ci sono davvero tutti e mai come quest’anno non si tratta di una frase fatta. I grappoli di questo brachetto annata 2022 sono perfetti sotto tutti i punti di vista e la raccolta promette davvero bene».

La vendemmia del Brachetto è iniziata subito dopo Ferragosto, senza subire esagerati anticipi e con il conforto dei test effettuati in vigna dai tecnici del laboratorio del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti.

Secondo Guido Bezzo, responsabile del laboratorio che opera nel territorio acquese, «Il brachetto è in una fase di maturazione perfetta, con un quadro ideale di concentrazione zuccherina, profumi e acidità. Si può dire che sono state smentite le previsioni allarmistiche di luglio».

Anche l’agronomo Daniele Eberle, consulente per il Consorzio Vini d’Acqui, conferma le sensazioni positive: «La prima reazione alle campionature di uva è stata la sorpresa. Ci aspettavamo viti stressate dalla mancanza d’acqua, e in alcune aree è stato così, ma in generale il vigneto brachetto è apparso meno in crisi idrica del previsto».

Regione Piemonte e Consorzio dei Vini d’Acqui hanno, inoltre, concordato rese per ettaro diversificate per tappo raso (50 ql + 30 di stoccato) e spumante (50 + 10).

Fonte: www.vinidacqui.it

La fotografia di copertina è fornita dall’ufficio stampa del Consorzio dei Vini d’Acqui.

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