
La sanità piemontese guarda al futuro e all’IA: ad Alessandria si guarda ad un nuovo modo per accelerare la cura dei pazienti.
La sanità piemontese guarda all’IA
La sanità regionale è in sofferenza. Mancano infermieri, i medici di base sono spesso inefficienti e tanti trattamenti sono ormai appannaggio di quella privata. Ma resiste, nonostante tutto. E un aiuto può arrivare dalla ricerca, soprattutto con l’intelligenza artificiale. Per questo ad Alessandria è stato sviluppato il Clinical Trial Center (CTC): un progetto basato sull’intelligenza artificiale per supportare l’arruolamento dei pazienti negli studi clinici.
L’obiettivo di questa iniziativa, nata nell’ambito del Circular Health European Digital Innovation Hub (CHEDIH) è rendere più efficiente la fase di screening preliminare, utilizzando un sistema capace di analizzare le informazioni contenute nelle cartelle cliniche elettroniche e confrontarle con i criteri previsti dai protocolli di ricerca.
Il progetto è stato sperimentato su uno studio clinico oncologico di fase III dedicato a pazienti con tumore della mammella metastatico ER+/HER2-, caratterizzato da criteri di eleggibilità particolarmente complessi. Proprio questa complessità ha reso il trial un banco di prova significativo per verificare le potenzialità dello strumento.
Più efficenza e precisione
I risultati preliminari hanno evidenziato come l’automazione di alcune attività di screening possa ridurre i tempi necessari per l’identificazione dei pazienti, migliorare l’accuratezza delle verifiche e supportare il lavoro dei professionisti coinvolti nella ricerca.
L’intelligenza artificiale non sostituisce, infatti, la valutazione clinica, ma rappresenta uno strumento di supporto che permette di gestire in modo più efficace grandi quantità di dati e di individuare con maggiore rapidità i possibili candidati agli studi.
L’esperienza sviluppata dal CTC del DAIRI, diretto dal commissario per il riconoscimento a IRCCS dell’AOU AL Antonio Maconi, all’interno dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria, riconosciuta primo IRCCS pubblico del Piemonte, dimostra come le tecnologie digitali possano trovare applicazioni concrete nei processi di ricerca clinica, contribuendo a rendere più efficiente il percorso che porta dall’innovazione scientifica alle opportunità di cura per i pazienti.