Lotta alle neoplasie al seno, a tu per tu con la dottoressa Carabalona

Posted On 20 Ott 2015

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Un’ulteriore arma nella diagnosi delle neoplasie al seno è rappresentata dalla risonanza magnetica mammaria, un’indagine che permette di monitorare donne con rischi ereditari, ricercare tumori occulti, valutare integrità protesiche.
Recenti studi hanno evidenziato come una donna su otto sia a rischio di cancro al seno, tanto che lo scorso anno in Italia si sono registrati 47 mila nuovi casi di tumore ma, grazie alla prevenzione e alle nuove diagnostiche, si è evidenziato anche un netto calo della mortalità.
Ne parliamo con la dottoressa Silvia Carabalona, radiologa e senologa, esperta di Risonanza Magnetica Mammaria.

Dottoressa, come funziona questo esame?
La Risonanza Magnetica Mammaria è un esame strumentale che viene eseguito dopo aver sdraiato la paziente prona su un lettino, che verrà introdotto nella risonanza, con il seno contenuto negli incavi di una bobina, e le braccia allungate in avanti.Possiamo rassicurare anche le donne che soffrono di claustrofobia spiegando loro che per tutto il tempo saranno sempre in contatto sia audiofonico sia visivo con il tecnico che esegue l’esame.
Vi è una particolare preparazione per questo esame?
L’esame viene sempre eseguito (tranne che per la valutazione dell’integrità delle protesi) con somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto. In tutto l’esame dura circa 30 minuti durante i quali è necessario restare immobili.
Si tratta di un esame consigliato a tutte le donne?
Assolutamente no. È un esame di secondo livello, spesso eseguito a conclusione dell’iter diagnostico, che viene consigliato dal medico specialista come approfondimento a seguito di problematiche sorte dai precedenti esami.
A chi è quindi consigliato?
Come ho detto la risonanza che al di sotto dei 35 anni o in gravidanza. La risonanza magnetica mammaria invece, come spiegavo protesi. In quest’ultimo caso l’esame si esegue senza il liquido di contrasto.
La RM può essere anche di ausilio al chirurgo prima di un inter vento?
Esatto, per programmare un intervento di asportazione chirurgica se c’è il sospetto che siano eventualmente presenti più lesioni.
Parliamo di prevenzione. Quali sono i suoi consigli dottoressa? Quali sono gli esami strumentali da eseguire?
La mammografia è l’esame di prima istanza per la diagnosi del tumore mammario, da eseguire annualmente a partire dai 40 anni. Ad essa può essere associata, come esame complementare, l’ecografia mammaria, in particolare nelle donne con una mammella densa o può essere eseguita per effettuare la diagnosi differenziale di reperti emersi alla mammografia. L’ecografia, inoltre, può essere effettuata come esame di prima istanza in pazienti asintomatiche al di sotto dei 35 anni o in gravidanza. La risonanza magnetica mammaria invece, come spiegavo prima, è un esame di secondo livello, che lo specialista prescrive in casi specifici. Inoltre è bene ricordare che la risonanza magnetica della mammella non permette di caratterizzare le lesioni emerse ai controlli mammografici ed ecografici e non deve essere eseguita al posto della biopsia.
In conclusione, meglio sottoporsi in tempi rapidi a controllo in caso di sospetto tumore per evitare complicazioni ulteriori. Esatto?
Assolutamente sì, è bene sottolineare che la diagnosi precoce è un’arma importante contro i tumori

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