Ne bis in idem, Consulta, fatti nuovi contestati: il processo Eternit nell’ingorgo

Posted On 24 Lug 2015

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Si poteva immaginare che la lunga vicenda Eternit sarebbe prima o poi tornata a Roma, ma non così presto; e soprattutto si poteva immaginare che sarebbe riapprodata al Palazzaccio (cioè in Cassazione), e non al Palazzo della Consulta (che, ricordo a me stesso, sul Quirinale, proprio di fronte alla residenza del Presidente della Repubblica). Ma non era in fondo così difficile immaginare che la questione del ne bis in idem sarebbe dovuta approdare molto in alto per poter essere risolta in maniera definitiva.

Che una persona non possa essere processata due volte per gli stessi fatti, è cosa fin troppo nota. Ma, come tutti i principi del diritto, la sua applicazione non è sempre chiara. In questo caso, Stéphan Schmidheiny viene processato due volte per vicende che sono indubbiamente le stesse nelle loro linee generali, ma gli eventi contestatigli sono diversi. Quid iuris, allora…? Non resta che attendere la risposta dei giudici costituzionali, la quale – complice la pausa estiva – rischia di farsi attendere per un po’.

Nel frattempo, la Procura di Torino ha annunciato la chiusura delle indagini in relazione ad altri 94 decessi per amianto, sempre riconducibili ai medesimi fatti, nonché allo stesso imputato. Dunque, il verdetto dei giudici costituzionali quanto all’interpretazione della norma sul ne bis in idem si estenderà anche alla possibilità di celebrare tale ulteriore tranche del processo.

Curiosa coincidenza, non c’è che dire. Ogni volta che il processo Eternit finisce a Roma, la Procura di Torino estrae dal cilindro nuove potenziali imputazioni. Accadde infatti anche lo scorso novembre, quando, all’indomani del verdetto – solo apparentemente – choccante che sancì la prescrizione dei reati oggetto del primo processo Eternit, Raffaele Guariniello annunciò l’imminenza dell’attuale processo Eternit-bis.

Chissà quanta acqua dovrà ancora passare, prima della fine di questa storia, sotto i ponti del Tevere e del Po. Che, ricordo a me stesso, bagna anche Casale Monferrato…

Roberto Codebò

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