
In Piemonte, come nel resto del Nord Ovest, il 63% delle famiglie ha visto crescere la spesa energetica nell’ultimo anno. L’indagine firmata da YouTrend.
L’indagine sul Piemonte per il caldo e le bollette
Con le temperature estive in costante aumento e la climatizzazione domestica sempre più al centro dell’attenzione pubblica, l’indagine restituisce un quadro netto: il 72% delle famiglie del Nord Ovest possiede già un impianto di aria condizionata fisso, seguito a distanza dal ventilatore portatile (21%). Un dato che conferma quanto il condizionatore sia oggi un elettrodomestico ormai diffuso quasi quanto necessario e quindi una voce di spesa energetica sempre più rilevante per le famiglie.
Il 63% degli intervistati dichiara che la propria spesa per luce e gas è aumentata nell’ultimo anno (il 25% “di molto”), contro appena il 6% che segnala una diminuzione. Il rapporto con le bollette resta comunque sereno per la maggioranza (55%), ma il 38% lo definisce problematico, e in questa quota il 7% teme apertamente di non riuscire a pagare le bollette.
Incrociando la spesa familiare complessiva (1.280 euro al mese in media) con la componente energetica (204 euro al mese in media), l’incidenza delle bollette sul bilancio familiare si attesta al 18%. Tra chi ha indicato entrambi i dati, quasi un terzo (32%) dichiara che le bollette pesano per più del 20% delle spese totali: un dato che segnala quanto il costo dell’energia resti una voce sensibile per il bilancio delle famiglie del Nord Ovest.
Sulle cause dei rincari degli ultimi due anni il giudizio è netto: il 75% degli intervistati individua nei conflitti internazionali e nell’instabilità geopolitica il fattore principale, ben davanti alla dipendenza dalle importazioni energetiche (15%), alle dinamiche speculative sui mercati (14%) e a tasse e oneri di sistema (13%).
Nonostante questa consapevolezza, il monitoraggio dei consumi resta un’abitudine poco radicata: il 42% controlla i propri consumi solo quando riceve la bolletta, il 18% raramente o mai, e solo il 7% lo fa con cadenza settimanale. Nell’ultimo anno il 20% degli intervistati ha cambiato fornitore di luce o gas, e un ulteriore 12% ci sta pensando. Tra chi ha cambiato o valuta di farlo, la motivazione è quasi esclusivamente economica: l’81% indica il costo come ragione principale, molto davanti alla qualità dell’assistenza clienti e all’affidabilità dell’azienda (4% ciascuna) e alla sostenibilità dell’offerta (3%).