Protesta delle organizzazioni ambientaliste a Torino, nel mirino Intesa Sanpaolo


Flash mob questa mattina di un gruppo di attivisti di Greenpeace e ReCommon a Torino contro Intesa Sanpaolo colpevole, secondo loro, di investire ancora in gas, petrolio e carbone, principali responsabili della crisi climatica in corso.

Gli attivisti delle organizzazioni ambientaliste hanno protesto chiudendo simbolicamente 11 filiali della banca e utilizzando anche adesivi raffiguranti persone che denunciano le politiche del gruppo torinese, per rispettare in questo modo le norme di sicurezza legate al Covid-19.

Greenpeace e ReCommon pubblicano inoltre oggi lo studio – “Una banca insostenibile: Intesa Sanpaolo contro il clima, l’ambiente e le comunità” – che pone l’accento su tutti i legami finanziari che la banca ha con il settore dei combustibili fossili.

Inoltre Greenpeace Italia, ReCommon, Extinction Rebellion e Fridays for Future hanno consegnato simbolicamente questa mattina a Intesa – durante un presidio autorizzato tenutosi davanti al quartiere generale del gruppo – il premio come “Banca nemica del clima numero 1 in Italia”.

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Intesa San Paolo high street branches are shut down by Greenpeace activists in protest against the bank’s continued multi-billion dollar support for fossil fuels. Greenpeace activists disabled the doors preventing staff from entering. At each of the branches targeted, images of Intesa San Paolo customers bearing slogans such as were plastered on branch windows. Greenpeace are demanding that Intesa San Paolo, the biggest funder of fossil fuels among European banks, stop propping up oil, gas and coal companies and channel funding into renewable energy.

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