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Psicoterapia: a Torino il corso di musica onirica del musicista Deca


La musica come linguaggio espressivo e come atto creativo non può prescindere dal riferimento all’attività onirica, come parte integrante del nostro essere e della nostra autenticità. Questo, come altri aspetti, saranno approfonditi nel corso “Musica onirica 2.0”, organizzato dalla Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato-Padova nell’ambito del progetto Human Touch.

Ad una settimana dall’iniziativa, che si svolgerà il 26 settembre in presenza a Torino presso Zip Workspace e in live streaming sulla piattaforma clickmeeting dalle 10 alle 17, incontriamo il compositore Federico De Caroli, più diffusamente conosciuto con lo pseudonimo Deca, il quale ha fatto della dimensione onirica la chiave di volta della sua vita personale ed artistica. De Caroli è docente della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm. Attualmente prosegue il suo lavoro di compositore per produzioni musicali cinematografiche e televisive per il Nord America e l’Europa e sta ultimando il prossimo album in uscita nei primi mesi del 2021.

“Il rapporto tra la musica e la dimensione del sogno è in costante evoluzione perché le suggestioni dell’esperienza onirica forniscono ispirazioni sempre diverse, che garantiscono ad alcuni musicisti di attingere ad una vera e propria linfa creativa. Si tratta di sollecitazioni neurali che riescono ad influenzare il suono in modo determinante e a conferire delle caratteristiche speciali”  spiega Irene Battaglini, Direttore della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm Prato-Padova.

Dello stesso avviso è naturalmente il maestro compositore, i cui “suoni – ammette – sono per lo più il frutto di percorsi intuitivi”. La musica dunque attinge dal sogno. Ci può anticipare il concetto iniziale di queste sue riflessioni?

Innanzitutto sono partito dalla mia esperienza di musicista: mi sono reso conto, nel tempo, che c’è un interscambio tra la dimensione onirica e la musica. Dall’esperienza del sogno traggo ispirazioni e vibrazioni che mi consentono di creare della musica che, a sua volta, è in grado di veicolare questa dimensione onirica anche agli altri.

Questo avviene con quali conseguenze?

La musica viene creata attraverso processi creativi che definirei non ortodossi ma trasversali e che influenzano la psiche di chi ascolta. Si genera così un effetto sul subconscio ma direi , più in generale, sull’attività cerebrale. La musica, che ha un effetto diretto a livello fisico ed emotivo, ha anche delle frequenze e alcune sonorità, particolari accorgimenti, che nell’insieme generano un’immediata interazione con il cervello.

Nella musica come nella pittura onirica l’artista ci trasporta in un’atmosfera che si può definire del come se e dell’altrimenti possibile?

Sì, anche se nella pittura si utilizza un linguaggio consolidato, per cui noi sappiamo riconoscere subito se un quadro raffigura qualcosa di reale o se rappresenta l’onirico. La musica invece agisce attraverso la forma: è come se un quadro influisse sulla psiche attraverso i colori o attraverso le vibrazioni artistiche della luce e non grazie ai soggetti rappresentati.  

La musica al tempo del Covid è stata per un lungo periodo esclusivamente in streaming ma ora qualcosa sta ricominciando anche in presenza. Lo stesso accade ai corsi.

La formazione a distanza, così come la fruizione di musica esclusivamente sul web che a parer mio è mortificante, è stata un’alternativa, l’unica possibile durante la fase più acuta della pandemia, ma è impensabile che si possa continuare solo così. Il nostro corso nasce come esperienziale ma in ogni caso, sia i partecipanti in presenza sia quelli in streaming, saranno attivamente stimolati e coinvolti.

Al seguente link il form per l’iscrizione al corso che si terrà il 26 settembre: https://polopsicodinamiche.clickmeeting.com/musica-onirica-2-0-restart  

Per informazioni: Whatsapp e Phone: 349.6758608 – Whatsapp business 0574.603222 – Email: segreteria@polopsicodinamiche.com

Ulteriori info sul sito ufficiale del Polo Psicodinamiche.

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