
Abbiamo conversato con Giuliana Cirio, presidente della Fondazione Industriali, durante l’evento internazionale Terra Madre Salone del Gusto. La discussione si focalizza sul concetto di “lavoro buono”, inteso non solo come contratto economico ma come strumento fondamentale per restituire dignità e libertà alle persone socialmente fragili.
Lei è stata protagonista di un talk dal titolo “Il lavoro buono al servizio del territorio. Il modello di Fondazione Industriali”. Di che cosa si è parlato?
Si è parlato di lavoro buono e di come Fondazione Industriali sia perfettamente a casa su una piazza come questa, perché il lavoro è il tema e il driver che si vede in tutto ciò che oggi viene esposto. Questi prodotti d’eccellenza, queste meraviglie che oggi vediamo e che provengono da tutto il mondo, sono esattamente il frutto del lavoro e, si spera, del lavoro buono. Per cui Fondazione Industriali ha raccontato che il lavoro non è soltanto un contratto tra un datore di lavoro e una risorsa umana, ma è la possibilità di dare una speranza e una strada anche a chi è fragile e ha conosciuto soltanto violenza e sopraffazione nella propria vita. Attraverso il lavoro si può ritrovare un percorso di vita, una propria dignità e una propria libertà. Fondazione Industriali nasce proprio per dare possibilità di lavoro alle persone che in questo momento ne sono escluse.
Si è parlato in particolare delle terre alte e dei piccoli comuni.
Esatto, perché il lavoro lo danno alle aziende sicuramente i contratti privati, ma di lavoro hanno molto bisogno anche le pubbliche amministrazioni. Sappiamo quanta fatica facciano i comuni e le comunità montane ad avere persone che si prendano cura del verde pubblico, delle biblioteche o dei centri anziani. E perché non utilizzare allora dei potenziali lavoratori che vengono dalle fasce fragili della società per svolgere questo lavoro? Certo, c’è bisogno di tutta una fase di accompagnamento e di inserimento, per non dare ai comuni anche l’onere di accompagnare potenziali lavoratori che hanno bisogno magari di essere formati sulla lingua, sulle incombenze pratiche, sulle competenze tecniche e sulla sicurezza. Fondazione Industriali fa proprio questo mestiere.
Dato che siamo nello stand di Eccellenza Piemonte, con una curiosità: qual è l’eccellenza in assoluto per lei del Piemonte? Stiamo raccogliendo un po’ un sondaggio in questi giorni di Terra Madre dal punto di vista agroalimentare ed enogastronomico.
Sull’eccellenza enogastronomica c’è poco da dire, perché è una tale meraviglia, un florilegio di prodotti. Io direi che l’eccellenza piemontese che apprezzo di più oggi è l’eterogeneità di questa proposta culturale ed enogastronomica, ma proprio il mix di persone che si vede su queste piazze e che pacificamente si ritrova ad assaggiare e a curiosare è meraviglioso. Quindi direi: Piemonte, terra di integrazione eccezionale.
ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIANA CIRIO.