Radio Blog – Ogni anno nel mondo almeno 1000 persone vengono uccise dai fulmini e diverse altre migliaia riportano lesioni gravi.


Ben ritrovati da Valter Gerbi. Nel nostro radio Blog di questa settimana parliamo di grandine e fulmini.

A fine agosto una bimba di soli 20 mesi è morta a Girona, in Spagna, colpita alla testa da un grosso chicco di grandine. La grandinata è stata di una violenza senza precedenti, con chicchi di oltre 10 centimetri di diametro. La bambina è morta per le ferite riportate durante la tempesta. La piccola è stata portata all’ospedale, ma il personale medico non ha potuto fare nulla per salvarle la vita. Come lei altre 30 persone sono rimaste ferite durante la tempesta e hanno dovuto ricevere cure mediche: alcuni hanno riportato contusioni o addirittura fratture. Sempre a fine agosto ha destato impressione e dolore la notizia che Alberto Balocco e l’amico Davide Vigo, originario di Torino e residente in Lussemburgo, sono stati sorpresi da un temporale mentre erano di ritorno da una gita in mountain bike, colpiti da un fulmine e uccisi. Un automobilista li ha trovati senza vita lungo la pista sterrata dell’Assietta, nel comune di Pragelato. Sul posto è stato inviato un mezzo del servizio di elisoccorso regionale; l’equipe medica ha tentato delle manovre di rianimazione cardiocircolatoria, ma senza esito. In Italia – secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità – cadono in media circa 1.600.000 fulmini all’anno, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, ma il fenomeno può verificarsi, più raramente, anche d’inverno. Ogni anno nel mondo almeno 1000 persone vengono uccise dai fulmini e diverse altre migliaia riportano lesioni gravi. Dobbiamo abituarci e prendere, per quanto possibile, adeguate contromisure per questi eventi estremi che, sembra, di naturale abbiano sempre meno. Il surriscaldamento globale, l’inquinamento, la deforestazione selvaggia amplificano e rendono sempre più pericolosi gli accadimenti meteo. Quando si invertirà davvero il modo di vivere il nostro pianeta? Quando cominceremo sul serio ad attrezzarci e a fare vera prevenzione? Purtroppo non ci sono risposte certe e tempi brevi, ma l’unica cosa sicura è che il tempo sta per scadere se non per tutti, per una grande e indifesa fetta della nostra umanità.

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