
Ben ritrovati da Valter Gerbi. Nel nostro radio Blog di questa settimana parliamo di acqua.
Sempre di più si parla di emergenza idrica che si sta abbattendo sull’Italia: poche o nessuna precipitazione significativa e un inverno tutto sommato “caldo”, povero di nevicate che ha impedito, di fatto, l’accumulo di acqua sulle Alpi con un effetto cascata. Meno, invece, si parla di un altro aspetto altrettanto importante che non è tenuto in doverosa considerazione e riguarda gli sprechi connessi alla rete idrica italiana. Su “Il Giornale” il giornalista Francesco Giubilei ha definito la rete idrica italiana un colabrodo. I dati Istat che prendono in considerazione gli anni dal 2019 al 2021 ci consegnano un quadro impietoso: «Oltre un terzo dell’acqua immessa nella rete di distribuzione va perduto. Nel 2020 sono andati persi 41 metri cubi al giorno per km di rete nei capoluoghi di provincia/città metropolitana, il 36,2% dell’acqua immessa in rete». Molti impianti sono vecchissimi e mai revisionati o ristrutturati, in altri casi si parla di errori di misura dei contatori e di allacci abusivi. I danni maggiori si registrano nell’Italia centrale e meridionale. La cattiva gestione della rete idrica ha portato nel 2020 ben undici comuni capoluogo di provincia del Mezzogiorno ad adottare misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua potabile, disponendo la riduzione o sospensione dell’erogazione idrica. Molte le richieste dei governatori regionali per lo stato d’emergenza e tante le iniziative comunali per limitare l’utilizzo dell’acqua: in alcuni comuni vietato utilizzare di giorno, dalle 8 alle 21, l’acqua potabile per gli usi extradomestici, in particolare per innaffiare orti e giardini, lavare l’auto e pulire cortili e pertinenze esterne degli immobili, o riempire le piscinette da giardino. E’ ovvio che bisogna fare qualcosa e subito, anche per il futuro: tutti devono mettere in atto comportamenti utili a evitare gli sprechi come controllare il corretto funzionamento dei propri impianti idrici e irrigui per individuare eventuali perdite occulte, utilizzare in casa dispositivi per il risparmio dell’acqua come i frangi-getto per i rubinetti, evitare di utilizzare lavastoviglie e lavatrici sia con poco carico che con carico eccessivo, usare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per irrigare le piante e così via. Dall’altra occorre considerare il problema in un ambito più generale e con provvedimenti legislativi di ampio raggio, senza aspettare la nuova emergenza che, prima o poi, purtroppo, con il rialzo termico ormai continuo e inevitabile, ritornerà.
È tutto anche per questo sessantanovesimo appuntamento. Inviate le vostre osservazioni alla mail di radio blog redazione@zipnews.it A risentirci e buon ascolto.