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Riapre CAMERA con le mostre “Lisette Model. Street Life” e “Horst P. Horst. Style and Glamour”. Nella Project Room “Roberto Gabetti fotografo”


Riapre CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia, attraverso il format CAMERA DOPPIAfino al 4 luglio, il centro espositivo di via delle Rosine 18 a Torino propone parallelamente le personali Lisette Model. Street Life”, curata da Monica Poggi, e Horst P. Horst. Style and Glamour”curata da Giangavino Pazzola: ironica e dissacrante street photographer lei e genio della fotografia di moda lui, punti di riferimento nello sviluppo del proprio specifico genere fotografico ed ispiratori di intere generazioni. Nonostante l’avvicinamento al mondo della fotografia inizi per entrambi a Parigi negli anni Trenta, il loro atteggiamento nei confronti dei soggetti ritratti è totalmente opposto: se per l’autrice austriaca i soggetti ritratti diventano caricature di sé stessi, emblema di una società goffa e decadente, per l’autore tedesco le proprie modelle rappresentano un’eleganza senza tempo, dai richiami classici e dalla bellezza statuaria. Anche per questo le mostre si presentano come una doppia occasione per scoprire due grandi protagonisti della storia del linguaggio fotografico in grado di rilevare la ricchezza culturale dei decenni in esame.

Le mostre sono accompagnate da due cataloghi, pubblicati da Silvana Editoriale.

La fotografia, sempre testimone dei tempi, di quelli felici e di quelli cupi, del mondo della strada e dei locali notturni, e di quello ovattato della moda e del jet set: così ripartiamo, speriamo definitivamente, dopo i nostri tempi cupi, immaginando quelli feliciAccompagnati da due straordinari rappresentanti del secolo scorso, protagonisti di una delle stagioni culturalmente più feconde del Novecento, gli anni Trenta, in bilico tra l’esaltazione della modernità, il ritorno alla classicità e il baratro delle dittature e della guerra. Una fotografa e un fotografo che hanno dovuto e saputo reinventarsi una vita e una carriera a causa di eventi esterni, divenendo poi modelli per le generazioni a venire. Una proposta volutamente ricca e sorprendente, dopo mesi di astinenza forzata, nel solco della tradizione espositiva di CAMERA. 
Walter Guadagnini, direttore di CAMERA

CAMERA celebrerà la primavera, e con essa, ci auguriamo tutti, un lento ritorno alla normalità, presentando una grande doppia mostra all’insegna dell’ironia e dell’eleganza: il modo giusto, riteniamo, per lasciarci progressivamente alle spalle questi difficili mesi. Lo faremo ospitando i capolavori di due maestri del passato, molto diversi tra loro, ma entrambi capaci di ritagliarsi un ruolo importante nella storia della fotografia e capaci di influenzare, con la loro arte, successive generazioni di fotografi.
Emanuele Chieli, presidente di CAMERA.

Nella Project Room di CAMERA, fino al 23 maggio è visitabile la mostra Roberto Gabetti fotografo, un omaggio all’originale sguardo fotografico di Roberto Gabetti (Torino, 1925-2000), a vent’anni dalla sua scomparsa.

Universalmente conosciuto per il suo lavoro di architetto, sia in qualità di docente sia in qualità di progettista e creativo, l’osservazione di Gabetti della realtà circostante, delle architetture, degli edifici e dell’abitato si è spesso avvalsa di una macchina fotografica, prolungamento del suo occhio e luogo della concentrazione visiva. Dotato di una Leica, probabilmente un regalo per il suo ingresso di studente alla facoltà di Architettura, fin da ragazzo si cimenta con le riproduzioni fotografiche dei modelli di studio, operazioni in cui la fotografia permette una nuova modalità di osservazione dell’architettura stessa. Modalità che ritroviamo nei negativi e nei provini che costituiscono il fondo fotografico custodito dalla famiglia Gabetti, che si compone di circa 300 rullini 35mm, per un totale di 5.000 negativi corredati dai relativi provini a contatto e dalle informazioni di contesto che permettono di risalire ai soggetti, alla località e spesso anche alla data degli scatti.

Sulla base di questo patrimonio, il curatore della mostra Sisto Giriodi ha costruito un percorso espositivo che, attraverso oltre cento fotografie stampate dai negativi originali, ripercorre momenti della vita privata e professionale di Roberto Gabetti – viaggi in Italia e all’estero sulle orme dei maestri dell’architettura, modellini e progetti – esprimendo il gusto per la linea, la forma, il dettaglio, l’armonia, i curiosi accostamenti.

La mostra è accompagnata dal catalogo, edito da Lindau, che propone oltre 200 scatti e testi di Sisto Giriodi e Daniele Regis.

ORARI:
Lunedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica > 11-19
Giovedì > 11-21
Martedì > chiuso

PRENOTAZIONI:
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì > prenotazione online facoltativa
Sabato, domenica > prenotazione online obbligatoria

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